La testimone «Pensavo a un incidente Ma quando ho visto la pietra mi sono chiesta da dove fosse caduta». Tanta paura e un grosso sospiro di sollievo, perché la pietra di quasi cento chili che ieri si è staccata dalla Colonna dell'Abbondanza in piazza della Repubblica poteva uccidere. Per fortuna la pioggia causa probabile del cedimento di parte del basamento della statua ha però evitato che al momento del crollo, da un'altezza di circa dieci metri, ci fossero i tanti turisti che normalmente usano il gradino ai piedi della colonna come panchina e il consueto via vai di passanti. Il Comune di Firenze, che ne detiene la proprietà, su richiesta del sindaco Matteo Renzi adesso aprirà un'indagine interna per capire cause e responsabilità di quanto accaduto. E mentre la colonna conosciuta come «obelisco» e considerata l'«ombelico» di Firenze (è all'incrocio tra il cardo e il decumano della pianta romana della città) è stata transennata, scattano le verifiche delle strutture analoghe in città da parte di Comune e soprintendenza. Mancavano quindici minuti alle cinque del pomeriggio di ieri, quando una grossa porzione di pietra serena si è staccata dal basamento della statua della Dovizia (o, appunto, l'Abbondanza) della colonna: il grosso masso, con un diametro di cinquanta centimetri nel rapporto dei vigili del fuoco intervenuti sul posto si parla di un frammento di circa cento chili che si è staccato dall'angolo del capitello è precipitato infrangendosi prima sul gradino sottostante la colonna (lasciando un frammento di venti chili) per poi rotolare per circa tre metri. «Il boato è stato tremendo racconta l'addetta alla terrazza esterna dello storico caffè Gilli tanto che ho pensato subito ad un incidente tra due auto: quando invece ho visto questa grande pietra di fronte a me mi sono prima di tutto stupita. Non riuscivo a capire da dove fosse arrivata. Quando la polizia municipale ha creato un cordone intorno alla colonna per tenere lontani i passanti abbiamo capito quello che era accaduto». Nel bar come in piazza, la riflessione di chi quotidianamente transita in una delle piazze più affollate della città è identica: «Di giorno come di notte, sui gradini della colonna ci sono sempre persone sedute. E passano migliaia di persone ogni ora». E così la pioggia, con molta probabilità la causa del cedimento (come nel caso del 1721, quando a farne le spese fu la statua originale di Donatello collocata nel 1431), ha paradossalmente evitato che ci fossero feriti, o peggio ancora, delle vittime. Sono gli stessi vigili del fuoco e polizia municipale, giunti subito sul luogo, a sostenerlo. Difficile sarebbe negarlo, se si pensa alla forza dell'impatto di un oggetto di cento chili che precipita da un'altezza di dieci metri: la pietra (potenzialmente) killer è stata presa in consegna dai vigili del comando di via delle Terme, che ne hanno però ridimensionato il peso, sostenendo che il masso è di circa cinquanta chili. Certo è che ci sono voluti tre vigili del fuoco per sollevarlo. E considerando che a detenere la proprietà della colonna è il Comune di Firenze, ad essere sollevata è anche la soprintendenza, soprattutto alla luce degli ultimi attriti che hanno riguardato appena due mesi fa il crollo di alcuni frammenti del Corridoio Vasariano nel tratto di Santa Felicita, con tanto di denuncia della polizia municipale ai vertici del Polo Museale fiorentino. Così nei corridoi della soprintendenza ieri la battuta del giorno era «adesso Palazzo Vecchio che fa, si autodenuncia?».