Altroché due metri. La crepa che si apre sulla parete occidentale della Sala dei Giganti di Palazzo Te si estende per oltre sei metri, in verticale. L'allarme lanciato un mese fa dal nostro giornale di conseguenza si triplica. Si tratta di una fenditura capillare di qualche millimetro già intercettata e cucita in previsione della mostra dedicata a Giulio Romano nel 1989. La stuccatura e la ridipintura interessarono la crepa visibile ventitré anni fa, partendo dal pavimento della Sala. Ciò significa che da allora a oggi la frattura è serpeggiata indisturbata per altri quattro metri verso l'alto, riaprendo la subdola ferita suturata negli anni Ottanta. Il Comune di Mantova - proprietario della villa cinquecentesca - sta predisponendo un piano per la ricerca delle cause che hanno procurato e continuano ad alimentare la crepa. Caute e varie le ipotesi: il transito dei treni passeggeri e merci della linea Mantova-Monselice che passa a pochi metri dal capolavoro del Manierismo italiano; un assestamento del terreno limoso sul quale l'edificio fu costruito fra il 1525 e il 1535: un'isola dell'allora isola di Mantova; un piccolo sisma; infine la stanchezza della pellicola pittorica o della struttura muraria sottostante. Basta ricordare che Giulio lavorò su edifici preesistenti, tamponò porte e recuperò pareti. La situazione era stata esaminata con attenzione dall'ex direttore del museo di Palazzo Te Ugo Bazzotti e ora è gestita dal successore Stefano Benetti. La crepa si allunga e addirittura si dirama, e il tempo stringe. Mentre in oltre un ventennio il restauro conservativo ha continuato a tenere a bada tutte le magagne e le rughe vecchie, non è riuscito a prevenire la crepa che è quindi nuova, suscitata da fenomeni altrettanto nuovi. Molta, ma controllata, l'apprensione, in considerazione del fatto che la Sala dei Giganti insieme al sistema-Palazzo Te è il manifesto dell'architettura, della pittura, dell'arte plastica di Giulio Romano, allievo prediletto di Raffaello che da Mantova irradiò il post-Rinascimento nell'Italia settentrionale e in Europa. Completamente affrescata, la Sala narra la caduta dei Giganti impegnati nella conquista dell'Olimpo, sopraffatti dalla furia di Giove che al centro della calotta scaglia fulmini e saette sui titani. Con lui tutti gli dei, i semidei e gli eroi del mondo classico. Il cataclisma, affrescato con una genialità da film, sembra alludere alla fine dell'età dell' oro del Rinascimento. La Sala dei Giganti è anche l'apologia del potere dell'imperatore Carlo V che visitò la villa degli ozi del principe, ospite del duca Federico II. Se la visitate mettete in conto di poter essere rapiti dal vortice di una giostra della paura di cinque secoli fa. Ma buttate un occhio alla parete della crepa, seminai prima e non dopo 1'8 gennaio, quando verrà chiusa la mostra dedicata al Volto di Virgilio nelle camere vicine (il mosaico se ne tornerà in Tunisia). Potrete condividere la preoccupazione per quel capello infinito e testardo che, davvero, procede a perdita d'occhio dal basso verso il cielo olimpico. Fatti i conti con il rebus delle cause che alimentano la fessura e l'importanza della Sala nella storia dell'arte mondiale, sarebbe urgente un coinvolgimento del ministero dei beni culturali, dello Stato, dell'Unesco. Insomma - ci pare - è necessario un grido di allarme, proprio perché questo è il caso nel quale l'immensità del patrimonio da tutelare supera ogni risorsa locale. Aiuto.
MANTOVA - Allarme a Plazzo Te
La Sala dei Giganti di Palazzo Te a Mantova ha una crepa che si estende per oltre sei metri. La frattura era stata suturata nel 1989, ma è riaperta e si sta allungando. Il Comune di Mantova sta cercando di capire le cause della crepa. Le ipotesi includono il transito dei treni, un assestamento del terreno, un piccolo sisma, la stanchezza della pellicola pittorica o della struttura muraria. La Sala dei Giganti è un capolavoro dell'arte manierista e la sua conservazione è importante per la storia dell'arte mondiale. Il ministero dei beni culturali, dello Stato e l'Unesco dovrebbero essere coinvolti per aiutare a risolvere il problema.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo