Il passaggio dallo Stato con l'ex carcere di San Domenico. Il sindaco B assi: "Pronti 200 mila euro per tutelare le opere". San Lorenzo al Ponte Affreschi di pregio all'interno della chiesa Lo storico passaggio di proprietà dell'ex carcere ed ex convento di San Domenico dal demanio dello stato al comune di San gimignano, formalizzato, come si ricorderà, alcune settimane addietro in una suggestiva cerimonia nella celebre Sala Dante del municipio, non ha sufficientemente evidenziato, a parer nostro, un aspetto importante dell'operazione: il passaggio contestuale alla comunità sangimignanese anche della bellissima chiesa di San Lorenzo al Ponte, che fece innamorare, in una sua visita alla città, l'allora ministro dei Beni Culturali Paolucci. Che la definì "uno dei tesori nascosti" di questa città. Lo rilevava lo stesso sindaco Bassi a conclusione del suo intervento in SalaDante. Il nome della chiesa chiarisce da solo i motivi della sua appartenenza al grande complesso storico monumentale dell'ex carcere ed anche della sua collocazione, vicinissima al ponte levatoio che dava accesso all'antico maniero. Edificata nel 1240 su un edificio sacro più antico a cura del libero comune, passò in proprietà, nel 1435, per volere del papa Eugenio IV al convento dei domenicani, che avevano già preso possesso del castello del vescovo. Nel XVI secolo, anche a motivo della diminuzione della popolazione, fu ridotta ad oratorio e, prima della fine di quel secolo, sconsacrata ed interdetta, tanto da divenire proprietà di privati che, nel corso dei secoli successivi l'utilizzarono come tinaia agricola, come frantoio e perfino come carbonaia. Si dovrà attendere fino al 1913 quando essa venne affidata dal proprietario di allora (e che ne aveva intuito certamente il valore ) alla Confraternita Mainardi, una sorta di Pro-loco del tempo che curava la tutela e la valorizzazione dei beni cittadini, che fece iniziare uno studio approfondito dell'impianto romanico e soprattutto di ciò che stava emergendo sotto una imbiancatura a calce. Vennero alla luce così le pareti totalmente affrescate del tempio, databili alla prima metà del Quattrocento , attribuibili a Francesco di Ser Cenni, appartenente alla bottega dei Gaddi a Firenze, con interventi, ormai accertati e riconosciuti di Simone Martini, riconoscibile nel bellissimo volto della Madonna (vedi foto). Uno studio particolareggiato degli affreschi e soprattutto il loro recente opportuno restauro ha reso teoricamente fruibile ai visitatori questa piccola meraviglia. Giusto chiedersi allora perché la chiesa sia rimasta chiusa per decenni e sconosciuta ai milioni di visitatori di San Gimignano. I motivi sono essenzialmente due: essere stata, fino a qualche mese fa, di proprietà del demanio che riteneva utile il non esporla ai rischi delle visite, che avrebbero presupposto una costosa manutenzione, l'essere ancora sconsacrata, l'essere soprattutto bisognosa di altri interventi strutturali. Attualmente, dopo un intervento della Soprintendenza per risanare il sottostante impianto fognario, interrotto probabilmente per mancanza di fondi,, nella parte destra del presbiterio è rimasta una profonda buca nel pavimento. Ma una volta superata questa contingenza, il comune di San Gimignano, anche al fine di ottemperare a quanto previsto dall'atto di cessione dell'immobile, che ne prevede una tutela e una valorizzazione, provvederà, nell'arco dei prossimi tre anni, ad installare un impianto di totale climatizzazione dell'ambiente a tutela dei capolavori contenuti. "Al termine dell'intervento - ci ha detto il sindaco Giacomo Bassi - che avrà un costo superiore ai 200 mila euro, San Lorenzo al Ponte costituirà la prima perla di un prezioso collier cittadino sconosciuto ai più e costituito dalla creazione di un percorso che prevede l'apertura totale al pubblico di Sant'Jacopo al tempio, della Cappella di Santa Fina nell'ex ospedale, San Piero, Santa Chiara, Quercecchio e la Chiesa dei Lumi". Una nota questa inattesa ma sicuramente apprezzata da chi ha a cuore questa meravigliosa città Giovanni Cencetti