Tredici, nove, uno: sono i numeri su cui ha puntato il ministro ai Beni Culturali Lorenzo Omaghi, che ha inviato a Pompei altrettanti archeologi, architetti e funzionari amministrativi per strappare al degrado l'antica città. Nella tarda mattinata di ieri i neo assunti dal ministero si sono recati a Pompei per «respirare» l'aria degli scavi. Domani l'incontro con la soprintendente Teresa Elena Cinquantaquattro, negli uffici di Porta Marina Superiore, sancirà il loro insediamento ufficiale. Quale sarà la loro base operativa, a parte le strade delle antiche vestigia sulle quali dovranno intervenire per prevenire altri crolli, ancora non è stato chiarito. Si è pensato agli uffici demaniali della zona di San Paolino, ma è ancora un'ipotesi. Di certo i neoassunti avranno bisogno di tempo per ambientarsi, visto che arrivano un po' da tutta Italia, da Frosinone all'Aquila, da Mantova a Bari, da Palermo a Campobasso e Milano. Solo due sono i campani, precisamente di Benevento e Castel San Giorgio. Per le assunzioni, infatti, nonostante le proteste dei sindacati si è attinto alle graduatorie di concorsi che si sono svolti in passato in diverse regioni, Campania esclusa. «Una iniezione di energia indispensabile per i nostri uffici», li ha definiti la soprintendente Teresa Elena Cinquantaquattro, che auspica un potenziamento anche per il settore di vigilanza. «I nuovi funzionari - spiega - saranno impiegati nei lavori di normale amministrazione che si stanno svolgendo a Pompei, come la tutela, la salvaguardia e la conservazione dell'area archeologica e la messa in sicurezza del sito attualmente in corso con i fondi ordinari della soprintendenza. Per poter iniziare i lavori, per i quali è previsto il bando europeo, bisogna attendere l'estate, secondo quanto ha spiegato il ministro dei Beni Culturali». Il presidente della Commissione nazionale per l'Unesco, Giovanni Puglisi, frena l'entusiasmo, auspicando che i nuovi assunti non rappresentino solo un fuoco di paglia. «Sono felicissimo - ha detto - che siano entrati in servizio i nuovi funzionari incaricati della tutela, della salvaguardia e della conservazione dell'area archeologica di Pompei. Mi auguro solo che non si tram solo di una misura di emergenza, ma di un provvedimento che segni realmente l'inizio di una politica diversa sui beni culturali, a partire da Pompei. Prendo. comunque, atto di un cambio di passo e non potevo auspicare di meglio da parte del nuovo ministro dei Beni Culturali, Lorenzo Omaghi. Auspico, ripeto, che tutto questo non sia un fatto episodico, ma entri in una diversa logica di governo dei beni culturali in Italia». Accoglie la notizia con entusiasmo il sindaco di Pompei Claudio D'Alessio. «Il nuovo anno - dice - inizia nel migliore dei modi perla città antica con l'arrivo di nuovi professionisti a tutela del nostro patrimonio archeologico. E un primo segnale concreto di cambiamento di rotta verso la tutela e la salvaguardia del sito. Aspettiamo il successivo: l'arrivo delle risorse finanziarie. Ribadisco che l'impegno e la disponibilità dell'amministrazione comunale a voler attivamente partecipare al rilancio degli scavi è sempre valido». Buone notizie, sul fronte finanziamenti, arriva dal segretario generale del Mibac, l'architetto Antonia Pasqua Recchia. «II Progetto Pompei - dice - sarà pienamente operativo per 105 milioni di euro già da questo mese. Sono sulla linea di partenza gli interventi di diagnosi delle insulae e di mitigazione del rischio idrogeologico. I primi interventi di restauro e messa in sicurezza - conclude Recchia - saranno messi a bando nei primi mesi del 2012 ed i cantieri avviati entro la prima metà dell'anno. Le gare per gli altri interventi (per un valore di 38 milioni di euro) potranno essere realizzate, come ha ricordato il ministro nella sua recente visita a Pompei, secondo una previsione prudenziale, entro i mesi di settembre-ottobre del prossimo anno».
POMPEI - Primo traguardo: ecco la task force
Il ministro dei Beni Culturali Lorenzo Omaghi ha inviato 13 archeologi, architetti e funzionari amministrativi a Pompei per prevenire il degrado dell'antica città. I nuovi assunti si sono recati a Pompei per respirare l'aria degli scavi e domani incontreranno la soprintendente Teresa Elena Cinquantaquattro per sancire il loro insediamento ufficiale. La loro base operativa non è ancora stata chiarita, ma si pensa agli uffici demaniali della zona di San Paolino. I nuovi funzionari saranno impiegati nei lavori di normale amministrazione, come la tutela, la salvaguardia e la conservazione dell'area archeologica.
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