Aidone. Non c'è che dire, panorama mozzafiato. Di fronte, maestoso ed innevato, l'Etna, accanto i riflessi blu del lago Ogliastro, intorno la campagna arricchita da masserie di rara bellezza. In mezzo Morgantina, gli scavi, le tombe che ancora adesso stanno riaffiorando. E più su, in paese, il museo con la Venere, la dea, una meraviglia senza fine. Verrebbe da pensare subito che, in fondo, chissenefrega se per arrivare qua devi percorrere una stradaccia che, al confronto, la "carettera" castrista che ancora oggi da l'Avana porta migliaia di visitatori a Santa Clara passando per Ciuefuegos, è una superstrada. Ma sì, chissenefrega, forse. Perché, in effetti, il primo problema per cercare di capire perché qua il turismo culturale decolla poco, è anche legato ad una viabilità disastrosa, che, peraltro, avvilisce anche i cittadini della zona. Una volta che ci sei, però, giri per Aidone, prima di arrampicarti alla Chiesa-Museo della dea, per capire se qualcosa è cambiato nel tessuto economico del territorio, se migliaia di visitatori portano qualcosa, e qualcosa, magari, lasciano. Poco, diciamolo subito, molto poco. Filippo Alessi ha 91 anni, tutti passati, si può dire, nella piazza del Municipio di Aidone, dove la sua famiglia ha da 100 anni una tabaccheria. Che ne pensa? «E che devo pensare - sussurra - io di gente ne vedo davvero poca. Sì, qualche turista entra per comprare le sigarette, ma pochissimi, non certo proporzionati al movimento che si credeva potesse arrivare. La verità è che chi muove i gruppi impone sempre gli stessi itinerari, gli stessi percorsi. E tutto il resto del paese è tagliato fuori». E' proprio così, lo conferma anche la figlia di Filippo, Maria Gabriella: «Tutti aspettavano un incremento di vendite, un giro economico maggiore, ma non è andata così. Sono nati alcuni BB, questo sì, che lavorano un po'. Ma i turisti in sostanza li vediamo soltanto passare». Qualcuno si ferma, pochi è vero, ma Alfredo Scivoli, che ha aperto il BB AlfredoFilippa, dice che un po' di movimento c'è: «Certo c'è stato l'exploit quando è arrivata la Venere. Qua ha persino dormito la giornalista inviata del New York Time. Poi un calo naturale. Chi viene? Soprattutto chi arriva sin qua in automobile, quindi non gruppi, non quelli organizzati con i pullman. Stanno qua un giorno, due al massimo, fanno base per andare a Piazza Armerina o in altre zone vicine. Ho aperto da un anno e mezzo, ma non è la mia unica attività il BB, e come potrei camparci?». Con il turismo vorrebbero camparci in tanti qua, camparci dignitosamente, perché non sembra un paese di gente che aspetta il turista per spennarlo, manco per niente. Nella piazza centrale del paese, al bar Cammarata, c'è un sacco di gente che beve caffè e parlotta al sole di questo splendido gennaio. Roberto Cammarata, il titolare, spiega: «Secondo me ci hanno fregato con la storia dei biglietti cumulativi per i siti archeologici di quest'area, perché con questa scusa le guide mettono tutti in fila e non concedono nemmeno brevi soste ai turisti. Incolonnati, percorrono sempre le stesse strade, dal parcheggio dei pullman al museo, passaggio per qualche chiesa che si trova sull'itinerario obbligato e via verso altra destinazione. Non c'è tempo manco per un caffè, spesso». Manco per un caffè, figuriamoci per fare shopping. Michelangelo Cammarata, con sua moglie Filippa La Versa, ha un negozio nella stessa piazza, una gioielleria molto particolare, con pezzi fatti realizzare da artigiani della zona. Certo se i turisti avessero il tempo di... «Il tempo di passare, guardare le vetrine, incuriosirsi e, magari, tornare la sera o il giorno dopo come fanno a Taormina, allora si potrebbe vendere. Così, francamente - dicono Michelangelo e Filippa - si fermano davvero in pochi e pochissimi comprano». Eppure, racconta ancora Cammarata, loro si sono organizzati: «Abbiamo costituito il Centro commerciale naturale, proprio per offrire ai turisti più servizi, più logistica, più organizzazione, ma superata l'euforia iniziale per l'arrivo della Venere tutto si è sgonfiato. Oggi ci vorrebbero nuove iniziative, una sinergia vera sul territorio, un interesse da parte delle istituzioni a creare una rete autentica che consenta di far fermare qui i turisti almeno per una giornata». Appelli sereni, ma decisi, precisi, perché qua tutto quello che pareva poter essere flusso straordinario di turismo, sta trasformandosi in una forma di voyurismo turistico, niente di più. Uno sguardo alla Venere e ciao ciao. Il sindaco, Filippo Gangi, anche lui non ci sta ad accettare questo stato di cose. Ma lui può fare qualcosa? «Non moltissimo - ammette - anche se stiamo lavorando da tempo proprio per mettere a regime tutto ciò che il nostro territorio è in grado di offrire. Per questo, però, non possiamo fare tutto da soli. Abbiamo già costituito, e questo è un passo importante, il Distretto turistico della Dea, che riguarda Aidone, Piazza Armerina, Enna e Caltagirone e sono convinto che fare decollare questo strumento sarà molto importante per aumentare anche la nostra forza di attrazione e quella di negoziazione». Già, perché il primo problema, ovviamente, è legato a chi organizza e come le visite nei siti. Cioè sono i tour operator ad avere in mano la gestione di quella folla di turisti che arriva, guarda, torna indietro e riparte. Se il Distretto dovesse davvero funzionare, allora alcune cose, se non tutte, potrebbero effettivamente cambiare. «Sicuramente - conferma il sindaco Gangi - perché qui da noi non c'è solo la Venere. C'è Morgantina, ci sono percorsi enogastronomici, ci sono bellissime masserie, ci sono chiese. Tutte cose che potrebbero attirare l'attenzione dei visitatori e garantire qualche ora o qualche giorno in più da trascorrere in questa zona, grazie anche ad una ricettività che è cresciuta in questi anni. Stiamo lavorando in questa direzione. E' chiaro che ognuno, quando si parla di turismo, sembra avere una soluzione a portata di mano, facile facile. Ma non è così. Con uno sforzo comune, invece, possiamo fare decollare davvero questa industria».
La Sicilia
3 Gennaio 2012
✓ Entità verificate
SICILIA - Aidone: patrimonio e turismo.
AN
Andrea Lodato
La Sicilia
Aidone è un paese situato in Sicilia, noto per la sua bellezza naturale e la presenza di siti archeologici come Morgantina e la Venere. Tuttavia, il turismo culturale non è molto attivo nel paese, a causa di una viabilità disastrosa e di una gestione inefficiente dei tour operator. I residenti del paese, come Filippo Alessi e la sua famiglia, hanno notato che i turisti passano rapidamente e non lasciano un impatto economico significativo.
Artista / Persona
Bene culturale
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