LANNO 2011 - anno di mala ventura - si è congedato dai napoletani con commovente dolcezza. Giornate di splendido sole, crepuscoli e tramonti struggenti, contro la brevità del solstizio dinverno: quasi promessa di vicina primavera. Lutti e disastri dellannata gravano sulla nostra vita quotidiana e sullanimo nostro. Le analisi, utili, sono note. Certo, la vita si comprende guardando indietro - scriveva Kierkegaard - ma si vive guardando avanti. E i napoletani oggi più volentieri guardano avanti, perché hanno rovesciato il governo locale; mentre in sede nazionale un gruppo monocromo di professionisti eleganti - rigorosamente di abito non meridionale - sostituisce lindecenza etica e politica preesistente. Certo, nei periodi di recessione ogni governo corre anzitutto allacceleratore fiscale. Da noi, già secoli addietro, lanonima voce popolare invocava il Borbone: «Ferdinà, padre curdiale, maestà bonaria, lévace la funniaria e avasce lu sale». Ma per rianimare la circolazione monetaria si corre subito dopo a un programma nutrito di opere pubbliche, meglio se produttive. E qui, pensano i napoletani, proprio per noi non occorrerebbero miracoli né faraoni. Alle porte infatti abbiamo la chance di Bagnoli, come garanzia di massiccio intervento aperto, moltiplicatore, anche senza aggravi di spesa pubblica. Qui si può realizzare infatti la migliore marina attrezzata del Mediterraneo. Confesso che Bagnoli costituisce la mia ossessione compulsiva. Mi convinco infatti sempre più che questa possa essere la sede naturale per il grande, imbattibile porto turistico che risollevi Napoli e la sua terra: per la morfologia, la bellezza suprema, la vastità del retroterra inutilizzato, i dintorni magnifici a tutto orizzonte, la collocazione nel Mediterraneo. Tanti Paesi costieri sicuramente civili vantano imponenti marine attrezzate: Marsiglia, Montecarlo, Barcellona, Valencia, Miami. Noi siamo gli unici intelligenti o gli ultimi sciroccati? Eppure, i tabù sono tenaci e ripetuti. Non si riflette che le ragioni della natura e della società delluomo possano conciliarsi attraverso limmaginazione artistica, la qualità progettuale, il ritrovato tecnico, la proporzione artistica. Insomma, con linvenzione creativa da alta architettura urbana, come predicava già Le Corbusier ("la città radiosa"). Qui si appunta lo sforzo della più avanzata ricerca contemporanea (vedi Gregotti, "Architettura e post metropoli", 2011). Lequazione: intervento-scempio è irrazionale e antistorica. Equivale a negare il genio di un Gaudì o Gropius, van der Rohe, Aalto, Piano, Niemeyer, o di quanti hanno ricreato lo splendore di Berlino (Isozaki, Ungers, Rogers, e via dicendo). Bisogna bandire alla pari le mene e i tremori specularmente nocivi delle mezze maniche delle Soprintendenze, dei capi mastri assatanati di Varcaturo e delle vergini irresponsabili annidate in più austeri palazzi. La spesa pubblica? Ma il ricorso a moduli collaudati (general contractor, project financing) o meglio componibili, ben consente il richiamo di capitali nazionali e stranieri: purché sia assicurata la ricaduta, il ritorno nellambito della grande intrapresa produttiva, secondo la regola ferrea del sano capitalismo. Beninteso, il potere politico delineerà lo scenario di base. La stasi ventennale di Bagnoli dimostra che non si è mai marciato in simile ordine di idee. I governanti locali - corruzione e spartizioni a parte - non hanno mai saputo che cosa volessero. Recentissimi episodi sono al riguardo significativi. Perduta la (piena) Coppa America nel 1993, le forze comunali napoletane (la società Bagnoli Futura?) hanno tentato di farsi assegnare briciole anticipatorie della Coppa stessa. Ma pur nella miseria di tale elemosina, nessuna autorità ha saputo dire se si poteva partire da Bagnoli o migrare a Mergellina o in una piscina privata. Nessuno sa dire se Bagnoli è inquinata, se il pericolo è svanito (come sicuramente i fondi), se la cosiddetta colmata si deve rimuovere o disinquinare o utilizzare paradossalmente a tempo. Ma per fortuna, si dirà, ai tre livelli interessanti cè ora unaltra governance. Si può dunque finalmente andare avanti? Cè bisogno di particolari strepiti informativi? Certo è bene ricordare sempre che siamo al Sud. Il ministro per le infrastrutture Corrado Passera avrà le sue schede finanche per il Mezzogiorno? Sicuramente ha esperienza, competenza e piglio per valutare linteresse nazionale dellintervento, la portata, laffidabilità e i costi in mani private. Proponga dunque una legge speciale, con organi indipendenti e strumenti agili di potere reale. Perché no? I valori in gioco e lemergenza generale la giustificano appieno. La miseria - e linerzia che la produce - non sono mai di interesse pubblico. O anche per povere calzettate di questo tipo dovremo rivolgerci alla Befana?
NAPOLI - UNA BEFANA PER BAGNOLI
Napoli si è congedata dal 2011 con dolcezza, dopo un anno di mala fortuna. La città ha rovesciato il governo locale e ha sostituito un gruppo di professionisti con un nuovo governo. Il porto di Bagnoli è stato identificato come la sede naturale per il grande porto turistico che risollevi Napoli e la sua terra. L'autore sostiene che la ragione della natura e della società umana possano conciliarsi attraverso l'immaginazione artistica, la qualità progettuale e la tecnologia. Egli critica le mene e i tremori specularmente nocivi delle mezze maniche delle Soprintendenze e dei capi mastri assatanati di Varcaturo.
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