È la prima delle tre "A" che rappresentano la catena della sopravvivenza: Agricoltura, Alimentazione, Ambiente. Ma ora, sotto gli effetti della manovra "salva Italia" varata dal governo Monti, rischia di diventare lanello più debole, con gravi ripercussioni sulleconomia nazionale, sulla produzione agro-alimentare e perfino sul turismo. Una stangata da un miliardo di euro, secondo i calcoli della Coldiretti, minaccia di compromettere il già precario equilibrio su cui si regge la nostra agricoltura. La mannaia dellImu, la nuova tassa sugli immobili, andrà a colpire pesantemente anche i terreni agricoli, le stalle, i fienili, fino alle cascine e ai capannoni che servono per custodire trattori e altri attrezzi di lavoro. E perciò il mondo agricolo italiano chiede allunisono che queste misure vengano bloccate con il prossimo decreto "Milleproroghe", sollecitando il ministro Mario Catania ad aprire un tavolo di confronto per rilanciare un programma di politica agraria. Un documento approvato dallultima Assemblea di Confagricoltura sostiene che più del 10 della manovra governativa si scarica sugli agricoltori e sulle loro famiglie. Per il presidente Mario Guidi, il decreto appena convertito in legge dal Parlamento "brucia" una percentuale equivalente del valore aggiunto prodotto dal settore. Il risultato è che, in base a unindagine del Centro studi dellorganizzazione, oltre mezzo milione di aziende sotto i 20 ettari rischiano adesso di chiudere i battenti. Il punto è che i terreni e i fabbricati agricoli vanno considerati, a tutti gli effetti, strumenti di produzione. La loro tassazione incide quindi direttamente sullintera gamma alimentare, dalla verdura alla frutta fino allolio e al vino. Ma il pericolo maggiore è che si diffonda una tendenza che può pregiudicare laffidabilità e la stessa qualità dei prodotti, riducendo gli standard di sicurezza. Le organizzazioni del settore lamentano poi che le proprie aziende come afferma Giuseppe Politi, presidente della Cia (Confederazione italiana agricoltori) siano state "ingiustamente escluse dagli interventi a sostegno delle piccole e medie imprese". Sui loro bilanci, oltre al fisco, peseranno infatti onerose aliquote contributive. E tutto ciò rischia di aggravare ulteriormente gli effetti di una competizione internazionale sempre più agguerrita e spregiudicata, come dimostra anche il recente scandalo delle falsificazioni sui prodotti "biologici" provenienti dallestero. Sullo sfondo, è già aperto il confronto sul futuro della Pac, la politica agricola comunitaria, dopo il 2013. Oggi riguarda il 47 della superficie europea e oltre 18 milioni di occupati. In rapporto a questo ruolo rilevante, occorrono risorse adeguate. Ma per lItalia si profila invece una riduzione del 6,9 e ciò sarebbe tanto più grave perché il nostro Pil pro-capite è scivolato a 6 punti sotto la media comunitaria, dai 7 sopra la media che vantava ancora 10-12 anni fa. In un documento congiunto, le varie organizzazioni che compongono la filiera agro-alimentare italiana reclamano perciò che "gli interventi devono tenere in considerazione il differenziale di competitività a carico degli agricoltori europei e fra gli agricoltori europei dei diversi Paesi dovuto a norme comunitarie più rigorose rispetto agli standard internazionali, il valore delle produzioni, la quantità e la qualità del lavoro dipendente e autonomo, gli svantaggi naturali, gli impegni in campo ambientale e forestale, al fine di evitare fenomeni di dumping sociale, ambientale e sanitario". Per il Belpaese, ancor più che per i nostri partners europei, lagricoltura rappresenta dunque un pilastro fondamentale delleconomia nazionale. Non solo per la produzione di cibo e quindi per loccupazione nel settore e in tutto lindotto. Ma anche per la difesa del territorio, del paesaggio rurale e quindi dellindustria parallela del turismo. «LItalia protesta vivacemente Giulia Maria Crespi, presidente onorario del Fai (Fondo ambiente italiano) è costituita da un tessuto continuo di campagna e terre coltivate, di boschi e foreste, di natura e cultura, che rappresenta un "unicum" in Europa e un patrimonio di tutto il Continente». E in tono ancor più polemico aggiunge: «Non si possono tassare le cascine e le stalle come i palazzi o le abitazioni in città. In questo modo, si mette a rischio la stessa sopravvivenza dellagricoltura italiana nel suo contesto ambientale e paesaggistico, compromettendo anche il turismo culturale e quello eno-gastronomico». Sono segnali di allarme che travalicano i legittimi interessi di categoria. E il "governo di impegno nazionale" farà bene a tenerne il massimo conto, per salvaguardare il settore primario su cui si fonda lintero sistema economico.
LA MANOVRA "SALVA ITALIA" E I DANNI ALLAGRICOLTURA
Il governo italiano ha varato la manovra "salva Italia" che prevede una riduzione del 6,9% della PAC (Politica agricola comunitaria) a partire dal 2013. La Coldiretti, confederazione agricola italiana, ha calcolato che la manovra potrebbe comportare un impatto negativo per l'agricoltura italiana, con una perdita di oltre un miliardo di euro. La manovra prevede una tassa sugli immobili, che potrebbe colpire pesantemente anche i terreni agricoli, le stalle, i fienili e le cascine. La Coldiretti chiede al governo di bloccare le misure con il prossimo decreto "Milleproroghe" e di aprire un tavolo di confronto per rilanciare un programma di politica agraria.
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