La docente Flavia Zisa, a nome di un comitato cittadino, contesta l'abolizione della Zona a traffico limitato isabella di bartolo «Siracusa è l'unica città d'arte del mondo occidentale priva di un centro storico regolato da "Zona a traffico limitato". Tutte le altre città hanno pagato fior di urbanisti per disegnare un'"isola Ztl" e noi, con il centro già isola, non riusciamo neanche a normarlo». A parlare è Flavia Zisa, presidente del corso di laurea in Archeologia del mediterraneo alla Kore di Enna e docente di Museologia, la quale interviene a nome di molti altri residenti sulla pedonalizzazione dell'isolotto e la delibera che «apre» Ortigia anche ai non residenti. «I commercianti di Ortigia sono stati additati dall'amministrazione comunale come i "mandanti" della scellerata delibera di abolizione Ztl - dice la docente -. Fosse vero, vuol dire che il Comune è incapace di offrire alternative più appetibili di un centro storico violentato da auto, inquinamento e parcheggio selvaggio. C'è da chiedersi se Gucci, Ferragamo o il Baglioni di Firenze abbiano avuto meno motivi dei nostri commercianti e albergatori di Ortigia, quando 30 anni fa venne istituita la più grande Ztl d'Europa. Al contrario, i commercianti sapevano che quel centro storico sarebbe riuscito ugualmente a catturare turisti non solo per la bellezza della città, ma perché vi sono cento musei aperti, mille eventi culturali e i più bei negozi del mondo, accanto a una miriade di altre attività commerciali». Il progetto politico degli amministratori locali, a detta di Flavia Zisa, è quello di svuotare di residenti il centro storico per trasformarlo in una «Venezia assalita da turisti». Un'ipotesi da «fantascienza» perchè «a Siracusa manca una Biennale, un Festival del Cinema, il Carnevale e mille altre attività culturali, oltre ovviamente a tutto il resto, compresi aeroporto e stazione ferroviaria funzionante». Rispetto alle intenzioni di rendere Ortigia il «salotto buono» della città, essa è diventata «l'arena del trash locale» senza la protezione di una Ztl adeguata. Basta guardare quanto avviene la domenica, a traffico chiuso: l'isola è piena di gente che passeggia davanti ai negozi. «Diversamente, si usa la macchina per commissioni veloci e correre poi ai centri commerciali - aggiunge la docente - dove si troverà sempre più parcheggio di quanto ne sia possibile anche abolendo la Ztl. Quindi, inviterei i commercianti di Ortigia a esser più scettici di fronte alle proposte antiquate e ignoranti dell'amministrazione e di stare dalla parte dei residenti per creare un modello di equilibrio tra residenzialità e turismo». Flavia Zisa contesta lo scempio di stradine assaltate dal traffico. «Stupisce anche - dice - il silenzio della soprintendenza e quello dei tanti eminenti politici, oltre alla latitanza intellettuale di quello scampolo di università superstite in città. A fronte di questo colpevole mutismo istituzionale, oggi centinaia di cittadini, organizzati in comitati, si oppongono con forza all'insana delibera comunale con riunioni, raccolta firme e una forte campagna di sensibilizzazione che tra poco varcherà i confini della nostra città. Insieme a noi, oltre a cittadini non residenti in Ortigia, anche molti commercianti, più di quanto non si immagini, che hanno investito personalmente e temono l'abbandono residenziale di Ortigia perché con esso sparirà il loro cliente fisso garantito. Tutto rischia di tornare a 20 anni fa, quando Ortigia era quella che ognuno di noi ricorda: il vuoto assoluto». 04012012