Non "utilizzando" i rioni antichi si impoverisce la città e aumenta anche il rischio idrogeologico salvo sorbello (Pdl) «Non è possibile parlare di Ortigia senza considerare quanto accade alla Borgata, e senza pensare allo sviluppo edilizio delle aree periferiche». Ne è convinto Salvo Sorbello, consigliere comunale e presidente della commissione Urbanistica che oggi tornerà a occuparsi del Piano particolareggiato di Ortigia. E si sofferma sull'unico strumento capace di garantire lo sviluppo armonico della città che è il Piano regolatore generale. «Fino a quando si continuerà a costruire fuori dalle mura del centro storico - dice - nulla sarà fatto per valorizzare i rioni antichi. Anche perchè la costruzione ex novo di quartieri abitativi significa la necessità di garantire servizi e il dispendio economico per le spese di urbanizzazione che, al contrario, se si recuperasse il già edificato verrebbero risparmiate». Mentre Ortigia e la Borgata si svuotano di residenti, infatti, si continua a costruire fuori dal centro urbano dove, però, le tante case restano invendute sia per la crisi economica che per il calo demografico. Alla luce di queste riflessioni, appare chiaro che la riqualificazione del centro storico e la nascita delle zone di nuove edificazioni non sono problematiche da affrontare separatamente. «Sì - conferma Salvo Sorbello -, perché le questioni urbanistiche della Borgata, di Tremilia o di contrada Carrozzieri sono tutte correlate fra loro. Non "usando" la Borgata e costruendo fuori dal centro storico si impoverisce la città e aumenta anche il rischio idrogeologico di cui si parla astrattamente ma che è un pericolo concreto». Ciò che manca, dunque, è un disegno complessivo di sviluppo dei quartieri cittadini connesso alla valorizzazione del suo nucleo più antico. «Non si può trattare Ortigia in maniera distinta dal resto della città, così come fa il Ppo - commenta Franco Formica, ingegnere e consigliere comunale del Pd -. E lo stesso vale per la Borgata. In tal senso occorre un Prg che tenga conto di una riqualificazione complessiva dell'area urbana avendo ben chiara l'idea di sviluppo che si vuole dare alla città, privilegiando l'aspetto turistico-ricettivo rispetto a quello industriale, pur mantenendo quest'ultimo come riferimento». Ciò, a detta di Formica, non è quello che fa l'attuale Prg. «Inoltre - aggiunge il vicepresidente del Consiglio comunale - esso non rispetta l'ambiente e svela gravi pecche anche sotto il profilo del rischio idrogeologico sottoponendo alcune aree del territorio a una eccessiva cementificazione. Un risultato positivo è stata la variante di salvaguardia e la tutela delle coste ma la strada è ancora lunga perchè queste modifiche diventino operative. Sulla base di questi punti, l'amministrazione futura, sperando che sia composta da persone lungimiranti e politicamente più giovani, dovrebbe redigere un nuovo Prg capace di tenere conto della riqualificazione urbana, del recupero del tessuto urbano esistente e di far crescere la città nella direzione più consona al suo sviluppo economico». isabella di bartolo 04012012