Dossier del comitato Abruzzi-Piccinni contro il degrado. C'è già un disegno di legge che prevede pene più severe per il reato di imbrattamento Senso civico Contro il degrado servono interventi più incisivi all'Amministrazione ma anche senso civico ai cittadini Un viaggio nella città con lo sguardo rivolto ai suoi monumenti, molti dei quali, deturpati dai vandali. Ne sono stati presi in considerazione 101: ben 37 sono stati trovati marchiati da imbrattamenti. Sfregi documentati con foto e raccolti in un dossier realizzato dal comitato Abruzzi-Piccinni che da anni si batte per sensibilizzare i cittadini sulla tematica per contrastare il degrado urbano. Un itinerario attraverso la nostra storia chiese, palazzi, statue, «timbrati» con slogan politici, di tifosi e, persino, firme di writers, che non rispettano una delle regole che si sono dati, quella di non taggare i monumenti storici. Dal Cavallo di Leonardo, all'ippodromo di San Siro, attraverso piazza Duomo fino al monumento ai Piccoli Martiri del bombardamento della scuola di Gorla. Ma i vandali non hanno risparmiato neppure i polpacci e i pettorali della poderosa statua di Giuseppe Grandi, nell'omonima piazza e il monumento a Pinocchio di corso Indipendenza. Ma l'elenco delle brutture comprende anche la piscina Lido di Milano, di piazzale Lotto; la chiesa di Santa Monica delle agostiniane, in via Ponzio; la Porta Garibaldi, la fontana di piazza Castello, l'Università de - gli Studi di via Festa del Perdono, il Parco delle Basiliche. E il degrado sui muri aumenta man mano che ci si avvicina ai quartieri periferici. L'obiettivo del dossier non è di mettere sul banco degli imputati l'Amministrazione che, certo, potrebbe fare di più, magari con una manutenzione programmata e mirata, ma vuole esortare le coscienze delle persone ad un serio lavoro di rieducazione civica. Le foto parlano da sole. Gli sfregi appaiono come ferite. Sembra impossibile che su alcune colonne di piazza Duomo campeggino quei grossi «18» in blu e sulla parete a fianco la scritta: «Tris 22-5-io», la stessa che si trova proprio sotto la lapide di Giuseppe Mengoni, all'inizio della Galleria Vittorio Emanuele II. Scritte fatte da alcuni tifosi dell'Inter, per ricordare il triplete nerazzurro. Per non parlare delle grandi tag nere che si trovano nel sotto-passo della stazione Centrale già ripulite questa estate: Ehps, Hu-men, Tenka, Oas, Bfs. Tutti membri di una nota crew di writer milanesi. La stazione Cadorna e Porta Volta sono invece il bersaglio di un'altra crew, la NZ che significa Nella Zona. Gli appartenenti a questo gruppo, hanno apposto su un muro del i88o di Porta Volta l'elenco preciso dei propri componenti: Drom, Avido, Stebo, Sage. Non manca neppure la «Polizia assassina», all'ingresso di Porta Ticinese, o gli «Anarchici» sulla statua di Verga, davanti all'Università Statale. «Nel degrado spiega Fabiola Minoletti, presidente del comitato e promotrice dell'iniziativa si annida la voglia di deturpare il bello, il gesto distruttivo, lo sfregio culturale e la perdita del senso di appartenenza allo spazio comune. Sicuramente una delle forme più forti è quella che ha come obiettivo i monumenti storici, di fatto la nostra storia Troppo spesso ci dimentichiamo che il problema dell'immagine urbana coincide con quello del rispetto civico. Se non si hanno interessi e rispetto per gli spazi condivisi tanto più per i monumenti che rappresentano l'immagine dell'identità collettiva, la città si degrada diventando irriconoscibile e il cittadino si allontana e diventa indifferente al degrado stesso. Lo accetta e lo subisce». Dallo scorso 18 dicembre è in commissione giustizia al Senato il disegno legge presentato dagli allora ministri per i Beni e le attività culturali, Giancarlo Galan, e della Giustizia, Francesco Nitto Palma, che prevede pene più se - vere per il reato di imbrattamento o danneggiamento di edifici, statue e monumenti di carattere storico e culturale. «Se diventa legge spiega il commissario di polizia locale, Marco Luciani, che si occupa di questi reati si rischia da uno a sei anni di carcere e viene concessa la condizionale solo se si rimette a posto il bene danneggiato». E aggiunge: «Con il termine di degrado urbano si intende indicare quei comportamenti o fenomeni che nel manifestarsi violano le norme condivise riguardanti gli spazi pubblici. Anche se ci si trova di fronte a feno - meni minori, che magari non rientrano in un ambito penale, creano comunque nei cittadini sensazioni di insicurezza e di fastidio». Il lavoro svolto dal comitato Abruzzi-Piccinni evidenzia che le scritte sono di contenuto politico, sportivo, personale e tag di writer e di crew. Le prime tre tipologie sono state realizzate da persone che non necessariamente sono writer abituali. Mentre nelle zone centrali della città, prevalgono le prime tre tipologie in quanto legate ad eventi e manifestazioni politiche e sportive.