OLTRE tre milioni fra interventi di conservazionee restauro di beni architettonici e archeologici e progetti di solidarietà. E' a quanto si sarebbe dovuto rinunciare, in Toscana, se i fondi ricavati dall' 8 per mille del 2010 fossero stati «dirottati» verso l' emergenza carceri, come il governo intende fare quest' anno. Non sarebbe stato finanziato, per esempio, il restauro delle pitture murali della volta, del coro e delle sculture dorate della chiesa di San Girolamo in Campansi, nel senese (oltre 388 mila euro), o quello della torre medievale del castello di Subbiano (234 mila). O, ancora, del complesso conventuale e della chiesa dei santi Domenico e Francesco a Popiglio Piteglio (24 mila euro). E senza fondi sarebbero rimasti anche progetti come il restauro del soffitto affrescato della Casa della memoria di Giovanni Spadolini (52 mila euro) e degli scaffali del XVI secolo alla biblioteca Riccardiana (68 mila euro), la digitalizzazione delle carte di Giovanni Pascoli (166 mila euro) e delle Scuole Leopoldine (34 mila euro), l' informatizzazione dell' archivio Datini di Prato (117 mila euro) oltre ad alcuni iniziative del Cospe in Africa e Sud America o dell' Anpas (l' ordinamento dell' archivio storico, per 42 mila euro). «Quando ho letto la notizia sui giornali sono rimasta basita», dice Maddalena Ragni, a capo della Direzione regionale per i beni culturali. La quale, tuttavia, precisa: «La scelta dei progetti da finanziare non passava da noi ma, finora,è sempre stata gestita direttamente dalla presidenza del Consiglio. Noi venivamo interpellati soltanto per valutazioni tecniche obbligatorie prima dello stanziamento dei fondi, quando i progetti erano già stati selezionati, o, in alcuni casi, per approfondimenti supplementari». A indirizzare i finanziamenti, dunque, non è stato fino ad oggi un elenco di priorità stilato dai responsabili dei beni culturali sul territorio, ma una serie di interventi valutati singolarmente e in ordine sparso, il cui ammontare complessivo, nel 2010, è stato di circa 3 milioni e centomila euro. Ciò non toglie, sottolinea Ragni, che con la decisione del governo scompaia «uno strumento importante» di tutela del patrimonio artistico e architettonico toscano: «Negli anni passati si è trattato di una fonte di finanziamento consistente soprattutto per quanto riguarda la conservazione dei beni ecclesiastici. C' è una quantità incredibile di chiese e cappelle diffuse sul territorio, ricche di opere d' arte, che richiedono costantemente interventi di restauro». «Anche se non erano sufficienti a finanziare grandi progetti - continua la direttrice regionale - i fondi dell' otto per mille hanno reso possibile tanti piccoli interventi d' emergenza. Un elemento tanto più importante in un' epoca di tagli alle risorse, in cui il restauro e la conservazione sono aspetti prioritari che devono venire prima di qualunque altro progetto».
TOSCANA - 'Peccato, erano fondi importanti per restaurare chiese e conventi'
In Toscana, oltre 3 milioni di euro di fondi per la conservazione e il restauro di beni architettonici e archeologici e progetti di solidarietà sarebbero stati assegnati se il governo non avesse deciso di destinare i fondi dell'8 per mille del 2010 all'emergenza carceri. I progetti che sarebbero stati finanziati includerevano il restauro di pitture murali, sculture e chiese, nonché la digitalizzazione di documenti storici. La Direzione regionale per i beni culturali di Toscana ha espresso preoccupazione per la decisione del governo, che considera uno strumento importante di tutela del patrimonio artistico e architettonico toscano.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo