Dal 9 gennaio visite guidate al "Lapidario": ecco tutto quello che si può trovare PISTOIA. Un significativo nuovo museo, per quanto di ridotte dimensioni, è sorto all'interno della cattedrale di Pistoia. Si tratta del "Lapidario", allestito nel chiostro dei canonici, a cura dell'architetto Simone Martini. Disposti nell'unico lato aperto del monumentale cortile, cui si accede dalla sagrestia, vi si trovano elementi lapidei e marmorei, un tempo decorativi della cattedrale e del battistero. Appena entrati nel chiostro, appare come uno stemma il modello che Iacopo Lafri eseguì agli inzi del Seicento per i capitelli sulle lesene dell'abside del nostro maggior tempio, ma subito dopo lo sguardo è attratto da un elegante pozzetto, al centro. È questa un'opera cinquecentesca, contestualmente abbellita da due colonne con capitelli corinzi che, in origine, facevano parte del pergamo della cattedrale, risalente al XII secolo ed attribuito a Guido da Como. Ci si sofferma quindi ad ammirare le teoria delle colonne sorreggenti le arcate cieche e aperte. Esse sono di pietra liscia, di nove secoli fa, non alte ma ben proporzionate ai sovrastanti archi ed abbellite da capitelli compositi, di derivazione corinzia ma assolutamente originali per tanti simboli cristiani, tipici dei primo secolo dopo il Mille. Ed eccoci dentro il neonato museo. All'inizio del percorso, fanno bella mostra di sé due altari pensili ad edicola, in marmo bianco, provenienti dal battistero di San Giovanni in corte. Quello di fronte a destra è originale del XV secolo, quello a sinistra è un'esatta copia ottocentesca. Provengono dal battistero anche gli elementi marmorei in serpentino e marmo bianco di decorazione e rivestimento che, nel XII-XIII secolo, si trovavano sul portale principale, mentre erano posti in cattedrale i seguenti due colonnini secenteschi, a chiusura della balaustra della scala che conduceva alla cripta. Da notare quindi un paio di stemmi, uno ad intarsi marmorei policromi, della metà del Seicento, della famiglia Foresi - Benesperi e l'altro in pietra serena del vescovo Guidaloste Vergiolesi, in forme tardo seicentesche. Vi sono poi dei capitelli in pietra serena, provenienti dal campanile, elementi della lanterna e del coronamento del battistero, rimossi alla fine dell'Ottocento e due lapidi con i nomi dei santi Desiderio e Baronto e del vescovo Vergiolesi. Infine, sono qui sistemate le due statue mancanti sul cornicione del battistero. Al loro posto in alto dovrebbero tornare delle copie in pietra artificiale. Per vedere il neonato lapidario, sono previste visite guidate a cura dell'associazione Musikè. Le guide sono le stesse cui si deve l'apertura del battistero, ove è possibile contattarle - a partire dal 9 gennaio - il sabato e la domenica dalle ore 10 alle 13 e dalle ore 15 alle 18.