I.B. LUCCA. Non è bastato lo scandalo del sagrato di San Michele. Ora il bitume arriva anche all'incrocio fra via Santa Croce e via San Nicolao dove una toppa nera ha preso il posto delle pietre antiche. Gesam, società del gas partecipata dal Comune, infatti, ha pensato di chiudere una buca scavata per effettuare alcuni interventi. Ma la toppa davanti a porta San Gervasio, dove in questi giorni si eliminano le scritte dall'antico portale, non è passata inosservata. A denunciare la presenza di bitume, infatti, è anche il comitato Vivere il centro storico: «A Lucca si spendono circa due milioni l'anno per pubblicizzare il centro storico - si legge in una nota dell'associazione - e allo stesso tempo si permette alle società partecipate dal Comune di operare in spregio del buon senso nonchè del decoro urbano. In via S.Croce, proprio davanti alla monumentale porta di San Gervasio, la Gesam ha effettuato dei lavori sulla tubatura del gas. Per fare i lavori gli operai hanno dovuti togliere le pietre del selciato ed una volta finito, invece di riposizionare le lastre al loro posto, il buco è stato riempito con asfalto». Secondo il comitato, sarebbe, perciò, opportuno che il sindaco «imponesse una norma che proibisca di rattoppare il selciato con il bitume stabilendo sanzioni pesanti nei confronti dei contravventori. Il centro e tutta la città ne guadagnerebbero». Il Comune non si era accorto di questa situazione. Ma Gesam sostiene che si tratta solo di una sistemazione provvisoria e che presto le pietre saranno riposizionate: «Gli interventi di manutenzione straordinaria - spiega la società - vengono effettuati in sub appalto. Tutte le aziende di servizi hanno diverse ditte con cui collaborano per questi interventi. Per quello che ci riguarda, però, possiamo garantire di aver sempre prestato la massima attenzione alla qualità degli interventi, soprattutto nel centro storico. Ogni volta che togliamo una pietra, la numeriamo e poi la riposizioniamo. Siamo sicuri che questo avverrà anche per le pietre tolte davanti a porta San Gervasio». Sempre che la Sovrintendenza non intervenga prima, come è accaduto per piazza San Michele: anche qui, infatti, gli operai del Comune avevano riempito i buchi fra le pietre del sagrato con il bitume nero. E proprio questo episodio ha fornito l'occasione alle Belle arti per vietare l'uso indiscriminato della piazza e per imporne il restauro. Proprio ieri, fra l'altro, l'assessore ai lavori pubblici, Marco Agnitti, ha preso contatto con le fondazioni bancarie per trovare i fondi almeno per finanziare la progettazione del recupero dell'antico foro romano. L'intervento dovrebbe costare fra gli 800mila euro e il milione «ma a noi - ammette l'assessore - in questo momento potrebbe bastare un contributo di 50-60mila euro per la progettazione e per i primi saggi. Poter effettuare queste due operazioni, infatti, ci consentirebbe di avviare un confronto con l'Opificio delle pietre dure di Firenze per valutare quale sarebbe il migliore restauro possibile per la piazza». Poi il completamento - conclude Agnitti - potrebbe avvenire anche nell'arco di un quinquennio: «L'importante sarebbe avere la certezza di un finanziamento costante per poter recuperare ogni anno un quadrante della piazza».