Claudio Velardi, napoletano, classe 1954, è stato designato ieri dalla presidente della Regione Lazio Renata Polverini quale rappresentante della stessa Regione all'interno del Consiglio di amministrazione del museo Maxxi. Velardi eclettico ex dirigente del Partito comunista, poi stretto collaboratore di Massimo D'Alema premier, poi assessore comunale (Cultura) a Napoli, assessore regionale con Bassolino in Campania (Turismo), e infine, di recente, spin-doctor del candidato sconfitto del Pdl Gianni Lettieri alle ultime amministrative napoletane quando vinse Luigi De Magistris, nonché «cervello» della campagna della destra, oltre che editore, giornalista e imprenditore di un'agenzia che si occupa a tempo pieno di marketing politico non sostituisce nessuno. Ma il suo nome si aggiunge ai tre membri del cda in carica, tutti di nomina del ministero per i Beni culturali: Pio Baldi, presidente della Fondazione, Roberto Grossi, vicepresidente, e Stefano Zecchi. La nomina di un membro aggiuntivo spettava di diritto alla Regione Lazio dopo che quest'ultima era entrata a far parte della Fondazione nel 2011, intanto per un triennio, e con l'impegno a stanziare zoo mila euro di fondi di dotazione, e altri 50o mila annui per la gestione 2011, 2012, 2013 (era stato lo stesso cda del Maxxi ad accogliere la richiesta dell'ente di entrare nella Fondazione istituita nel 2009). La nomina di Velardi dovrà ora essere formalizzata con decreto del ministro Ornaghi. Il prossimo cda non è stato convocato, ma presumibilmente sarà a febbraio (l'ultimo è di pochi giorni fa). Dal punto di vista «politico» gli equilibri di potere mutano poco. Nell'ex quota 10o per 100 Mibac entra ora un membro di nomina regionale, che avrà titolo per partecipare alle decisioni in cda (scadenza estate 2014) per una quota parte del 2596 (meno anzi, da regolamenti, in caso di decisioni molto importanti). Soddisfatto Baldi: «La nomina mi fa un gran piacere».