Il funzionario dell'ufficio affissioni avrebbe omesso le sanzioni. Sono 44 le persone denunciate alla procura della Repubblica dal nucleo di polizia municipale, guidato dal vice comandante Antonio Di Maggio, che è stato incaricato da Gianni Alemanno di indagare sul fenomeno dei cartelloni abusivi nella Capitale. Un fenomeno definito recentemente «una vera e propria mafia» dallo stesso sindaco. Adesso saranno i giudici a decidere sull'iscrizione nel registro degli indagati e, quindi, sulla prosecuzione delle indagini a loro carico. L'inchiesta punta i riflettori su un panorama inquietante: su 32 mila impianti censiti dal Campidoglio, per le strade della Città eterna ce ne sono in realtà 40-50 mila. E le demolizioni fm qui fatte- 3.700 con l'attuale amministrazione - rappresentano una porzione ancora troppo piccola dell'illegalità diffusa. Gran parte delle persone denunciate sono titolari o amministratori di imprese che operano nel settore della cartellonistica pubblicitaria. Secondo i vigili urbani, queste 43 persone «tra il maggio del 2009 e il novembre del 2011» avrebbero «indotto in errore i competenti funzionari degli uffici comunali», in particolare dell'ufficio affissioni e pubblicità e del dipartimento attività produttive, per ottenere autorizzazioni non regolari. In dettaglio, i denunciati avrebbero «presentato false dichiarazioni sostitutive di atto notorio, attestanti la proprietà degli impianti pubblicitari, nonché la loro regolarità». I cartelloni, in particolare, erano stati installati in violazione dei vincoli storico-artistici e paesaggistico-ambientali, nonché delle norme comunali sulla pubblicità. Alla base delle irregolarità commesse, secondo la polizia municipale, ci sarebbero false autocertificazioni presentate agli uffici, «con l'aggravante di aver cagionato al Comune di Roma un danno patrimoniale di rilevante gravità, consistente nella deturpazione del territorio comunale di appartenenza». Denunciato alla magistratura anche il dirigente dell'ufficio affissioni e pubblicità del Campidoglio che, secondo gli investigatori, avrebbe omesso «di emettere atti di decadenza delle autorizzazioni» alle ditte che risultavano «avere tre o più impianti installati in violazione di norma, alcuni dei quali rimossi in un numero sicuramente maggiore di quattro, omettendo inoltre di diffidare le stesse alla rimozione» dei cartelloni illegali. Negli ultimi tempi, oltre alla deturpazione del panorama cittadino, è venuta a galla sempre di più la pericolosità degli impianti abusivi. In particolare con il recente incidente stradale in via Tuscolana, a due passi da Cinecittà, costato la morte di un motociclista.