La giunta capitolina ha approvato ieri la delibera di attuazione del Piano Casa della Regione Lazio. Perché diventi operativa occorrerà ora il voto dell'Assemblea capitolina. Lo schema, che verrà sottoposto all'approvazione dell'Aula Giulio Cesare entro il prossimo 31 gennaio, limita il raggio d'azione della legge regionale 212009 e pone ulteriori paletti, in particolare per il cambio di destinazione d'uso. «Abbiamo trovato un punto di equilibrio molto buono tra l'esigenza di tutelare il nostro territorio, più ampio e complesso rispetto ad altre città del Lazio, e non mettere troppi paletti allo sviluppo economico», ha commentato l'assessore all'Urbanistica di Roma Capitale, Corsini. L'approvazione di ieri era stata preceduta da qualche polemica. In un primo momento il testo inviato in visione all'assessore regionale Ciocchetti (Udc) era stato valutato in modo negativo, come «ulteriormente limitativo». La giunta capitolina ha approvato ieri la delibera di attuazione del Piano Casa della Regione Lazio. Perché diventi operativa occorrerà ora il voto dell'Assemblea capitolina. Lo schema, che verrà sottoposto all'approvazione dell'Aula Giulio Cesare entro il prossimo 31 gennaio, limita il raggio d'azione della legge regionale 212009 e pone ulteriori paletti, in particolare per il cambio di destinazione d'uso. «Abbiamo trovato un punto di equilibrio molto buono tra l'esigenza di tutelare il nostro territorio, più ampio e complesso rispetto ad altre città del Lazio, e non mettere troppi paletti allo sviluppo economico», ha commentato l'assessore all'Urbanistica di Roma Capitale Corsini. L'approvazione di ieri era stata preceduta da qualche polemica. In un primo momento il testo inviato in visione all'assessore regionale Ciocchetti (Udc) era stato valutato in modo negativo come «ulteriormente limitativo». Nell'ultima stesura qualcosa è stato modificato. È scomparso ad esempio l'obbligo dell'adeguamento sismico che aveva fatto saltare sulla sedia «il padre del Piano casa» . Fino a fargli dire che così concepito il piano sarebbe stato «inattuabile». Scomparso l'articolo sul sisma, sono comparse altre restrizioni che i tecnici della Pisana stanno valutando in queste ore non senza qualche perplessità. Cosa si intende ad esempio per esclusione delle Centralità? Riguarderà anche i piani attuativi già approvati? Nei cambi di destinazione d'uso e negli interventi di demolizione e ricostruzione oltre alle prescrizioni già previste - percentuale da destinare all'housing sociale, locazione calmierata per i130 di superficie per gli edifici fino a 10 mila metri quadrati e 35 per quelli di superficie maggiore - la delibera licenziata dalla giunta prevede un ulteriore contributo straordinario tutto da quantificare. Per gli edifici di particolare valore architettonico compresi nella «Carta per la Qualità» è previsto inoltre che si debba ottenere la preventiva acquisizione del parere favorevole della Sovraintendenza capitolina. Un passaggio in più. E la semplificazione? «Spero che il consiglio comunale non ostacoli l'attuazione di una legge in grado di rilanciare un settore in profonda crisi- ha osservato Ciocchetti - Non vorrei che a prevalere fossero vecchi metodi e vecchie logiche come quelle che intravedo nelle prime valutazioni di Marroni». Il capogruppo Pd aveva parlato di «abusivismo legalizzato» previsto dalla legge regionale, accusando la Regione di «voler stravolgere le regole urbanistiche che Roma si è data». Marroni ha chiesto che il provvedimento venga portato subito all'attenzione dell'Assemblea capitolina «per evitare una deregulation». Qualcosa di non detto però cova sul fondo. Gli uffici del Dipartimento capitolino guidati da Errico Stravato vorrebbero, secondo alcuni, mantenere «una sorta di supervisione illegittima» sull'attuazione degli strumenti urbanistici. E per il leader de La Destra Storace «la delibera della giunta limita la legge regionale rendendola di fatto nulla: sul Piano casa Alemanno è come Galan».