Allarme amianto negli uffici-container della soprintendenza archeologica di Pompei: la procura di Torre Annunziata apre un'inchiesta. Dopo la denuncia del Mattino sui numerosi decessi tra i dipendenti degli scavi per tumore, il capo della procura oplontina Diego Marmo ha deciso di vederci chiaro delegando le indagini ai carabinieri e disponendo una perizia nei luoghi di lavoro. «Acquisiremo le cartelle cliniche dei lavoratori deceduti per carcinomi ai polmoni - ha spiegato il procuratore Marmo - e tutta la documentazione in possesso dell'ufficio del personale della Soprintendenza. Bisognerà accertare se i vari dirigenti che si sono succeduti nel corso degli anni al vertice dell'ente di tutela fossero a conoscenza di tale circostanza e, in caso affermativo, se abbiano provveduto a predisporre gli interventi necessari per circoscrivere il problema». La priorità per lo svolgimento delle indagini, annuncia ancora il numero uno della Procura di Torre Annunziata, «è nominare un perito che vada ad analizzare la struttura in cui sono sistemati gli uffici della soprintendenza di Porta Marina Superiore, così da poter stabilire se c'è una quantità di amianto tale da provocare tumori ai polmoni». Ma esiste già una testimonianza del fatto che i vertici della Soprintendenza fossero perfettamente a conoscenza del pericolo amianto nel container. A fornirla è l'ex dipendente Carmine Vollaro, tra le vittime dell'inquinamento ambientale. Per lui parlano le cartelle cliniche che non lasciano dubbi: tumore maligno alla gola. E a stabilire che la malattia era stata contratta sul luogo di lavoro è stato lo studio legale dell'Inail. «Il danno biologico inteso come danno alla salute - si legge nella perizia medico-legale richiesta all'istituto - sono attribuite alle fibre sottili di amianto che il signor Vollaro ha inalato nell'ambiente di lavoro». I carabinieri della compagnia di Torre Annunziata, coordinati dal maggiore Luca Toti e dal tenente Alberto Degli Effetti, hanno già ascoltato alcuni dipendenti della Soprintendenza in qualità di persone informate sui fatti. Una nuova bufera giudiziaria, dunque, si è abbattuta sulla Soprintendenza archeologica di Napoli e Pompel. Questa volta, però, non è a rischio la salute del sito ma quella dei dipendenti che hanno contratto il cancro inalando le polveri sottili dell'amianto sprigionate dai container-killer che, da più di trent'anni, ospitano gli uffici degli scavi. Oggi i casi accertati di malattie tumorali sono sette, tra funzionari, archeologi e custodi. L'ultimo decesso è avvenuto i primi di dicembre, allungando, così, il triste elenco delle morti per cancro ai polmoni. Con una perizia del 1999, disposta dalla Soprintendenza su insistenza dei sindacati, fu evidenziata una micro dispersione di amianto dalla struttura del prefabbricato di Porta Marina Superiore. I container furono installati nel periodo post-terremoto e furono definiti «provvisori». Una provvisorietà che, invece, dura da trentun anni. Tutti i manufatti che contengono amianto - è risaputo - con il passare degli anni subiscono un invecchiamento naturale che causa la fuoriuscita di fibre nocive nell'ambiente circostante, generando così un inquinamento ambientale. C'è da evidenziare, inoltre, che quei container sono fuorilegge. Benché la messa al bando dei materiali contenente amianto risalga al 1992, Legge n.25792, a Pompei non ha ancora trovato efficacia. Il paradosso è che la Soprintendenza dispone di ambienti alternativi per sistemare i dipendenti: ci sono edifici demaniali, come la «Casina Pacifico» nei pressi dell'ingresso di Porta Anfiteatro, che potrebbe comodamente ospitare tutti gli uffici.
POMPEI - Scavi, amianto negli uffici: scatta l'inchiesta. Disposta una perizia nei locali che ospitano funzionari e custodi.
La Procura di Torre Annunziata ha aperto un'inchiesta sull'allarme amianto negli uffici-container della Soprintendenza archeologica di Pompei. La denuncia del Mattino sui decessi tra i dipendenti per tumore ha portato il procuratore Diego Marmo a delegare le indagini ai carabinieri e a richiedere una perizia sui luoghi di lavoro. La Procura intende accertare se i dirigenti della Soprintendenza fossero a conoscenza del pericolo amianto e se abbiano provveduto a prendere misure per circoscrivere il problema. La perizia medico-legale dell'Inail ha attribuito il danno biologico ai fibre sottili di amianto inalate dai dipendenti.
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