Un'isola nel deserto di biglietterie chiuse e pinacoteche dalle porte sbarrate, a Natale il Museo e le aree espositive della Fondazione Querini Stampalia di Venezia sono rimaste aperte al pubblico. E lo saranno anche nei canonici giorni di festa di San Silvestro e Capodanno, all'Epifania, a Pasqua e Pasquetta. E dal 1868, da quando il conte Giovanni Querini Stampalia nel suo testamento istituì la Fondazione disponendo che il gabinetto di lettura e la biblioteca restassero aperti «costantemente in tutti quei giorni e ore in cui le biblioteche pubbliche sono chiuse e la sera specialmente per comodo degli studiosi lavora per Venezia e per la cultura», che la Querini Stampalia tiene le porte spalancate a visitatori e studiosi in giorni e orari non scontati. Le difficoltà di finanziamento degli ultimi anni hanno un po' ridotto la disponibilità oraria, ma i vincoli di bilancio non hanno snaturato la sua vocazione. Se per il 31 e l'1 non avete programmi, prendete nota: apertura dalle 10 alle 18, sono visitabili il museo d'ambiente, l'area di Carlo Scarpa, la mostra «Positif» a ingresso libero. Una politica che paga? «Non facciamo questo conto», sorride il presidente Marino Cortese, «ma manteniamo questa immagine di palazzo sempre aperto, un obbligo legato al lascito della biblioteca ma che per estensione abbiamo applicato anche al museo. Certo, c'è una bassa marea di afflussi perché abbiamo dovuto tagliare i fondi della comunicazione e sponsor non ce ne sono». A tre giorni dalla fine dell'anno, però, ai turisti in vacanza a Venezia la chiusura forzata dei musei nei giorni di Natale e Capodanno cambia pochissimo i progetti «vacanzieri». A loro, e ci tengono a dirlo, crea molti più problemi il costo del biglietto, a Venezia portato a 16 euro per quattro musei e una mostra. Conveniente ma non «scomponibile». «Siamo qui per due giorni, non abbiamo tempo di visitare tutti e quattro i musei spiegano Stefano Bettoni e Daniela Caroppo di Torino - avremmo visto volentieri Palazzo Ducale, ma prendere il biglietto solo per quello è impossibile. Sinceramente, di questi tempi pagare 32 euro per una mezza mattinata di visita ci sembra eccessivo, abbiamo rinunciato». Certo, i Musei civici non sono gli unici: si pagano infatti 12 euro per entrare alla Peggy Guggenheim collection e 15 per Palazzo Grassi o Punta della Dogana (20 se cumulativo). Loro, però, rimarranno aperti il primo gennaio. «Rimaniamo fino all'1 sera spiegano Bryce Eakin e Haley Lindsay, del Texas - tutto chiuso? In quei giorni andremo negli unici musei aperti. Anche perché altrimenti, il primo dell'anno cos'altro rimane da fare? Speriamo che non costino troppo, però, per noi che veniamo da una delle località meno costose del Texas, qui i prezzi sono una vera follia, se l'avessimo saputo ci saremmo fermati di meno». E se sono sempre di più, infatti, i soggiorni brevi, salgono anche quelli «fuoriporta». Tradotto: in molti vengono a visitare Venezia ma scelgono di alloggiare in albergo a Treviso e a Padova. «Siamo arrivati oggi spiega Nicola di Pisa, con Eva canadese entrambi venticinquenni abbiamo preso l'albergo ad Abano Terme. Perché? Beh, innanzitutto costano meno sia il pernottamento che la cena e poi ci si mette soltanto una mezz'ora in treno». Lo stesso hanno fatto Stefano e Daniela: «Siamo andati a Treviso, abbiamo l'albergo lì spiega Stefano è molto vicino e la dimensione della città ci piace molto. Se dovessimo tornare? Rifarei la scelta di dormire a Treviso».