Cinque per mille, defiscalizzazione delle donazioni, revisione dell'Iva, un testo unificato in tema di restauri, qualità architettonica e reati contro il patrimonio. Le prime mosse del nuovo ministro alla Cultura, Ornaghi, fanno ben sperare. L'ex rettore della Cattolica ha ricordato che dall'anno prossimo sarà possibile destinare il cinque per mille ai beni culturali. Se questa è una certezza, l'impegno per il futuro è la semplificazione delle procedure per la deduzione fiscale dei fondi investiti in cultura: I'Iva al 21 per cento sulle sponsorizzazioni e il limite del 19 per cento di deducibilità sulle cifre erogate dai privati non incoraggiano certo il mecenatismo. Va nella direzione giusta la conferma di Paolo Baratta alla presidenza della Biennale di Venezia, perché si premia il merito e non l'appartenenza. E poiché non di solo denaro vive il nostro patrimonio, l'atto più importante di Ornaghi è stato quello di presentare la cultura non come un costo ma come preziosa risorsa da valorizzare.