Di primo acchito tutti sono saltati sulla sedia: tecnici e assessori. Poi si è cercato di capire. Qualcuno, senza tanti complimenti, ha pensato ad un "trabocchetto dell'ultima ora" tanto per mettere zizzania. Qualcun altro ha pensato ad uno "sgambetto" vero e proprio. Ma tant'è. Proprio in questi giorni di mezza festa, con una "pioggia" di osservazioni scatenate dai cittadini, e più di qualcuna sponsorizzata anche dal Pdl, Ugo Soragni, direttore della Direzione regionale per i Beni culturali e paesaggistici del Veneto, ha mandato una letterina a Ca' Farsetti nella quale, senza tanti giri di parole, avrebbe fatto intendere il proprio sostanziale "no" alla vendita di Ca' Corner della Regina. Insomma, più di un fulmine a ciel sereno. E per il Comune, convinto di inanellare 40 milioni tondi tondi, il rischio poteva essere quel- lodi veder "sfiorire" l'opportunità. Peraltro, lo stesso Soragni nella missiva avrebbe indicato una serie di misure da intraprendere al fine di concedere l'eventuale benestare all'alienazione del Palazzo come la compatibilità residenziale con l'uso pubblico dell'edificio visto l'ingresso della Fondazione Prada, con particolare riferimento all'uso del sottotetto, del mezzanino, e, anche se solo parzialmente, ai piani secondo e terzo dell'edificio. Insomma, una lettera che mette i puntini sulle "i" e che non ha mancato di creare qualche nervosismo a Ca' Farsetti che, - nella corsa contro il tempo - dovuta anche alla seduta odierna del consiglio comunale che dovrebbe ratificare la vendita, ha fatto presente a Soragni di aver già accolto complessivamente le istanze segnalate invitandolo a prender atto delle decisioni prese e che rispondono alle richieste espresse dal dirigente. Ma non è tutto. Visti i buoni rapporti tra il sindaco Giorgio Orsoni e il sottosegretario ai Beni culturali, Roberto Cecchi, pare che anche Roma sia stata coinvolta nel "match". Quanto basta per invitare Soragni a sottoscrivere, con più di qualche assicurazione, alla vendita del palazzo. Con pace di tutti.