Su Ca' Corner della Regina non c'è pace per il Comune, tanto che è dovuta intervenire Roma per superare il parere contrario della Sovrintendenza. Perché se non si vende il palazzo a Prada il bilancio di Ca' Farsetti non si può chiudere. La lettera con il diniego alla alienazione del direttore regionale per i Beni culturali Ugo Soragni è arrivata solo nelle ultime ore, facendo scoppiare il caos. Il rischio a due giorni dalla chiusura dei conti era troppo alto, non a caso, allarmato, il sindaco ha chiamato il sottosegretario del Ministero per capire i motivi della posizione del dirigente. Subito però sono arrivate le rassicurazioni sul via libera prima del consiglio comunale di oggi con all'ordine del giorno proprio la vendita del palazzo sul Canal Grande. «In caso di diniego spiega però Soragni possono essere indicate le destinazioni d'uso che rendono vendibile l'immobile e quindi il no si può tramutare in assenso». Allegato al parere contrario, infattim sono state inserite le prescrizioni e le destinazioni conformi: «Se il Comune le rispetta, si riapre la richiesta». La Soprintendenza regionale avrebbe precisato che le sale espositive allestite dovranno essere aperte al pubblico almeno una volta alla settimana e che la residenza di Miuccia Prada (la stilista ha già fatto sapere di voler vivere a Ca' Corner della Regina) dovrà occupare solo il terzo piano, nonché ultimo, dell'edificio e il sottotetto. Un aspetto comunque già previsto nella variante di destinazione d'uso che Soragni ha cassato. Basterebbe dunque un documento in cui Ca' Farsetti si adegua alle richieste per ottenere l'assenso alla vendita. Ma il nervosismo serpeggia tra i corridoi del Comune non fosse altro per l'inaspettata lettera della Sovrintendenza. Solo questa mattina la questione dovrebbe essere definitivamente risolta e in serata con il voto del consiglio, a soli due giorni dalla fine dell'anno, il bilancio sarà chiuso. Non fosse così Venezia rischierebbe di uscire dal patto di stabilità e ciò significa avere meno fondi da Roma, non poter accendere nuovi prestiti, né fare investimenti. L'operazione Prada infatti è l'unica che può garantire un introito così ampio per le casse comunali. L'ostacolo più grosso pareva essere stato superato l'altro giorno con le contro-deduzioni alle 795 osservazioni pervenute agli uffici tecnici contro la vendita di Ca' Corner della Regina. Nessuno avrebbe mai pensato che dalla Sovrintendenza arrivasse il parere negativo.
VENEZIA - Braccio di ferro su Prada. Stop dei Beni culturali il sindaco chiama il governo
Il Comune di Venezia è in crisi per la vendita del palazzo Ca' Corner della Regina a Prada. La Sovrintendenza regionale ha emesso un parere contrario alla vendita, facendo scoppiare il caos. Il sindaco ha chiamato il sottosegretario del Ministero per capire i motivi della posizione del dirigente. Tuttavia, le rassicurazioni del Ministero hanno portato a un accordo, e la vendita può procedere se il Comune si adegua alle richieste della Sovrintendenza. La Sovrintendenza ha richiesto che le sale espositive siano aperte al pubblico almeno una volta alla settimana e che la residenza di Miuccia Prada occupi solo il terzo piano dell'edificio.
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