Sabbia lungo il percorso pedonale, ringhiere divelte e vegetazione incolta completano un quadro desolante Irriconoscibile. Quello del Ringo ha tutte le carte in regola per essere definito un affaccio a mare da Terzo mondo. L'avvallamento sulla pavimentazione è solo l'ultimo obbrobrio di un'opera che continua a lasciare l'amaro in bocca a chi vuole godersi lo splendido panorama dello Stretto. A poche ore dalla formazione della voragine si cerca di risalire alle cause. Prende sempre più corpo l'ipotesi di un cedimento strutturale, dovuto all'inconsistenza della base di appoggio. Sostanzialmente, come confermato dall'ing. Francesco Di Sarcina, dirigente dell'Autorità portuale (stazione appaltante dell'opera), il tappeto di mattonelle non è stato collocato su un massetto, «in quanto la Soprintendenza, alla luce della legislazione vigente, non consente simili cementificazioni su demanio marittimo». In ogni caso, oggi l'Authority invierà un tecnico sul posto, che assieme all'assessore comunale alle Politiche del mare, Pippo Isgrò, effettuerà un sopralluogo tecnico. Altro nodo da sciogliere riguarda le competenze, visto che a Palazzo Zanca sono state affidate la gestione dei giochi per bambini, degli spazi a verde e, a quanto pare, anche gli interventi di manutenzione. Bisogna capire, quindi, se del ripristino dello stato dei luoghi debba farsi carico o meno l'Amministrazione. Se ne saprà di più al termine dell'ispezione odierna. Per la verità, Isgrò, ieri pomeriggio, ha verificato di persona le condizioni del lungomare, constatando diversi limiti. A partire dal degrado che avvolge i circa cinquecento metri di percorso. Vento e mareggiate, ad esempio, hanno fatto sì che la sabbia si riversasse lungo alcuni tratti della passeggiata, specialmente nella zona attorno al grande gazebo. Qualcuno, poi, ha tagliato parte della ringhiera protettiva, guadagnandosi un più facile accesso all'arenile. Note dolenti vengono anche dalla vegetazione incolta, sfoltita solo una tantum. Le aiuole si sono trasformate in piccole foreste e tra una mattonella e l'altra sono cresciute erbacce. A completare il quadro una distesa d'immondizia in molti punti dello slargo. Chiamata in causa, l'assessore comunale all'Arredo urbano, Elvira Amata, garantisce che l'Amministrazione ha da poco affidato un appalto per la cura del verde negli spazi della zona nord di Messina. «Gli interventi partiranno a breve», promette, anche se i residenti nella zona sono stufi di attendere. Mette il carico il collega Isgrò: «Non funzionano nemmeno i punti luce, la passeggiata a mare è al buio». E ancora: «Qui regna l'anarchia, le barche dei pescatori sono depositate a casaccio. Ognuno fa ciò che vuole». Fare un po' d'ordine, soprattutto nei compiti che spettano a Comune e Autorità portuale, sarebbe già un buon inizio. Per il resto forse è meglio affidarsi ai miracoli.
SICILIA - MESSINA - Passeggiata del Ringo, lo scempio è servito
Il lungomare di Messina è stato colpito da un cedimento strutturale, causato dall'inconsistenza della base di appoggio. La Soprintendenza non ha consentito la collocazione di un massetto, quindi l'Authority portuale ha dovuto utilizzare mattonelle. Il tappeto di mattonelle non è stato sufficiente per sostenere il peso del traffico, e il lungomare è stato danneggiato. L'Amministrazione comunale è stata criticata per non aver gestito bene la situazione. L'assessore comunale alle Politiche del mare, Pippo Isgrò, ha constatato diversi limiti, tra cui il degrado della passeggiata, la vegetazione incolta e la presenza di immondizia.
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