La protesta. Il Comune e Legambiente diffidano la Regione a rilasciare parere positivo alla società Enimed L'architetto Marangio: «Le trivellazioni comportano un uso speculativo e distruttivo del suolo» Quando ci sono affari lucrosi di mezzo, è difficile che "i lupi" di fantomatiche società americane che da tempo sono a caccia di "lauti" idrocarburi possano perdere il "vizio" di imbottirsi di quattrini alla faccia della "storia" di un territorio. Così, per allontanare ogni possibile tentazione a chi si possa essere messo in testa che "perforare" il Val di Noto sia comunque possibile, non resta che far quadrato. «Le trivellazioni comportano un uso speculativo e distruttivo del suolo che perpetua il tradizionale sistema di approvvigionamento energetico e ignora i nuovi orientamenti rivolti all'uso delle fonti rinnovabili. Il Val di Noto è sicuramente una risorsa, ma non petrolifera. Abbiamo un patrimonio storico e naturalistico capace di portare turismo e agricoltura di qualità" spiega l'architetto Marco Marangio di Legambiente Vittoria, associazione green che insieme ai sindaci di Vittoria e Caltagirone, e alle associazioni Fondo Siciliano per la Natura e "il Ramarro onlus" ha diffidato l'assessorato regionale Territorio e Ambiente dal rilasciare eventuale giudizio di compatibilità ambientale per le ricerche di idrocarburi liquidi e gassosi. "L'istanza presentata dalla società Enimed - spiegano il sindaco Nicosia e il vice sindaco Garofalo - inerente l'autorizzazione a perforare i territori dei comuni di Ragusa, Santa Croce Camerina, Vittoria, Comiso, Acate, Chiaramonte Gulfi, Caltagirone e Mazzarrone, va respinta; nell'area, infatti, insistono siti di interesse comunitario, habitat e biotipi che vanno salvaguardati, insediamenti archeologici e vincoli paesaggistici, per non parlare delle falde acquifere e delle produzioni di pregio, che potrebbero subire danni irreparabili dalle perforazioni come è stato dimostrato dall'inquinamento delle falde di metalli preziosi registrato nella zona del pozzo Treasauro 2. Già da mesi la Regione è in possesso delle osservazioni presentate dal nostro Comune, e oggi, proprio in virtù di quelle osservazioni, che hanno come unico obiettivo la tutela del territorio e delle sue specificità, diffidiamo l'assessorato a rilasciare un parere positivo. Questa è una battaglia che deve vedere uniti le istituzioni e tutti coloro che hanno a cuore la salvaguardia del territorio e dell'ambiente; abbiamo già lottato e vinto una volta, contro chi minacciava la sorgente di Sciannacaporale, e lotteremo e vinceremo anche in questa occasione". Vero asso nella manica per la battaglia, a parere di Legambiente, potrebbe essere anche il "boicottato" piano paesaggistico. "Agli amministratori - conclude l'architetto ambientalista - dei comuni e della provincia chiediamo celerità nel processo di approvazione del Piano e soprattutto proposte concrete di sviluppo, che diano prosperità e crescita collettiva, senza compromettere la salute dei fiumi, del mare, dell'acqua, dell'agricoltura, dei boschi e della natura in generale, che sono le nostre ricchezze e le radici del nostro sviluppo". 29122011