Un altro mattoncino che si stacca dalle storiche mura veronesi. Stavolta è accaduto la sera di Santo Stefano, dall'arco della Costa della balena, che tutti i veronesi conoscono perchè da là, penzola un osso di balena. Un tempo, forse, era l'insegna dell'attività degli "speziali" che si svolgeva in quell'isolato. L'altra sera, dicevamo, un mattoncino è finito a terra, per fortuna senza colpire qualcuno. Ha atteso il momento giusto, visto che fino aqualche giorno piazza dei Signori accoglieva centinaia di persone tra locali e turisti, pronti a degustare prelibatezze altoatesine. Ieri mattina, vigili del fuoco e fare un sopralluogo per verificare la staticità di quell'arco, che come molte altre parti storiche della nostra città, quest'anno sta evidenziando cedimenti. Anche l'assessore comunale Vittorio Di Dio, con delega anche ai lavori pubblici, ieri era sul posto. «Abbiamo messo in sicurezza la zona in attesa di ulteriori lavori», ha detto l'assessore, che però sapendo che quella parte di muro è di proprietà della famiglia Signorini, farmacia Centrale ha tirato un sospiro di sollievo. Già asettembre, in occasione di altri crolli, l'assessore aveva annunciato che le casse del Comune erano alla carità. Tutto sommato, considerato il grande patrimonio che il Comune ha, la situazione è sotto controllo e la manutenzione degli edifici viene fatta. II Comune investe molto denaro. Basti pensare che per la sola manutenzione dell'Arena spende 700 mila euro l'anno». E aggiunge: «In questo caso la proprietà non è comunale, quindi noi facciamo in modo che l'area sia transennata. Facciamo mettere una rete di sicurezza, ma poi i lavori debbono essere fatti dal privato. Faremo una delibera di una settimana circa per evitare lacircolazione pedonale direttamente sotto l'arco». «Da anni diamo in concessione al Comune le nostre mura per le luminarie di Natale, lo facciamo volentieri senza oneri per il Comune», dice il dottor Roberto Signorini, «ma riteniamo che ci sia un nesso tra questo crollo e le luminarie, forse togliendole la ditta ha smosso qualche mattoncino. Adesso valutiamo la spesa, chiederemo consiglio al nostro avvocato. Noi, già quando c'era stato il crollo della trave a palazzo della Ragione, visto che il ponteggio era montato avevamo chiesto di fare la manutenzione, ma la Sovrintendenza non ci aveva dato il permesso. Un controsenso considerato che la manutenzione dev'essere fatta che l'attrezzatura era già pronta. Adesso i permessi verranno concessi, auspichiamo, più in fretta. L'importante è che il Comune abbia già messo in sicurezza la zona e che nessuno possa farsi del male. E aspettiamo lavalutazione del danno, che comunque non sarà economica», conclude il farmacista.