isabella di bartolo È un pezzo di identità negata. Parliamo degli edifici di culto di Ortigia chiusi al pubblico. Chiese di grande pregio e valore architettonico protagoniste di restauri infiniti, oppure ristrutturate e mai aperte, inaugurate e mai rese fruibili. Chiese negate alla comunità da decenni come denuncia Paolo Giansiracusa, storico dell'arte e docente universitario. L'elenco delle chiese chiuse è lungo: quella di Sant'Anna alla Turba, per esempio, alle spalle del Teatro comunale. «Qui il restauro non è stato iniziato - dice Giansiracusa - e il prospetto cade a pezzi. La chiesa custodisce anche una cripta abbandonata e allagata a ogni pioggia. Inoltre, vi è un piccolo cimitero dimenticato, un campanile semi-crollato e la facciata tutta lesionata. Insomma: un sito in condizioni pietose». A rischio crollo anche l'ex chiesa dei Santi Coronati, nell'omonima via. Da edificio di culto a deposito di materiale edile a cielo aperto, il sito necessita di interventi straordinari. «Sopra la chiesa - aggiunge Giansiracusa - venne costruito un edificio civile oggi in condizioni precarie che rischia di crollare sulla strada. Un pericolo». Tra gli edifici di culto chiusi al pubblico anche la chiesa di San Cristoforo, alle spalle di piazza Archimede, con il suo portale rinascimentale di grande bellezza. Ed è chiusa da 20 anni anche la chiesa di San Giuseppe, nella piazza a cui dà il nome, e l'ex convento di San Domenico, in parte destinato ad ospitare la caserma dei carabinieri. «Un edificio prossimo a perdersi - denuncia il docente -: il prospetto è senza manutenzione da decenni e i locali abbandonati. Questi sono forse gli esempi più emblematici di un patrimonio abbandonato, per la cui valorizzazione manca una pianificazione. Non ci sono progetti e quando ci sono si perdono perchè nessuno li segue. Così come quando arrivano i fondi si comincia a lavorare, poi si chiudono i cantieri e nessuno sa più cosa accade. Uno scempio che nega a generazioni la conoscenza dei monumenti». Una situazione che stride con l'esigenza di spazi da destinare alla cultura, come più volte sottolineato da Mariella Muti: ex soprintendente e oggi assessore comunale alle Politiche culturali. «In città vi è "fame" di spazi culturali - dice -. L'auspicio è che si possano riaprire alcuni siti come l'ex chiesetta dei Cavalieri di Malta che il Comune sta restaurando per destinarla a polo culturale. Ma altre, gestite dalla Curia, rappresentano tesori da fruire non solo per funzioni religiose ma anche per ridare alla città nuove offerte culturali e nuovi spazi». Una novità però c'è: la Regione ha stanziato 500 mila euro per la chiesa di San Giuseppe e altrettanto per quella del Carmine, come annuncia Enzo Vinciullo. «Sono fondi ottenuti dalla rimodulazione della legge 433 del 1991 - dice il parlamentare regionale del Pdl - che permetteranno di riprendere i lavori di rinascita di questi tesori». 28122011
SICILIA - SIRACUSA - È un pezzo di identità negata
Isabella di Bartolo è un articolo di giornale che parla degli edifici di culto di Ortigia chiusi al pubblico. Le chiese sono state chiuse per decenni e non sono state aperte al pubblico. Il storico dell'arte Paolo Giansiracusa denuncia che il restauro non è stato iniziato e che i siti sono stati abbandonati. Tra le chiese chiuse ci sono Sant'Anna alla Turba, San Cristoforo e San Giuseppe. La Regione ha stanziato fondi per la chiesa di San Giuseppe e per quella del Carmine per riprendere i lavori di restauro. Giansiracusa denuncia che il patrimonio culturale è stato abbandonato e che non ci sono progetti per la valorizzazione.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo