Venere e caffè in contanti poco bancomat agli Uffizi Al bar sulla terrazza niente pagamenti telematici: "Royalties alte, troppe commissioni" La macchinetta del pos è stata capace di scalare il Monte Rosa, dove nel rifugio più alto lha portata Bassilichi, ma si è invece arresa alle sontuose rampe della Galleria degli Uffizi. Non ce lha fatta a mettere la sua bandierina nella Caffetteria Bartolini, secondo piano, unico punto di ristoro della Galleria. Peggio: non cè neppure alla biglietteria della porta 2 degli Uffizi, piano terra. E allora? Contanti, vecchia moneta suonante e banconota frusciante, o niente, non si entra, non ci si ristora. Roba da far impallidire americani e giapponesi, russi e australiani, ma anche i cinesi, per antonomasia signori del denaro in contanti, nascondono risolini ironici. Cè poco da ridere. Cè chi si arrabbia a fare su e giù per le scale alla ricerca di un bancomat dove prelevare per pagarsi il panino. Duemiladodici, anno zero. In barba a chi, governo Monti in testa, auspica una diffusione più massiccia dei pagamenti elettronici non solo in funzione anti evasione, la smania della moneta elettronica non ha contagiato gli Uffizi. Anzi. Se fai la coda al varco 2, quando arrivi alla biglietteria non entri senza contante. «Ma lì vicino cè un atm-bancomat, ci si può rifornire senza perdere la fila, mentre la macchinetta pos funziona allingresso 3 riservato alle prenotazioni e ai gruppi» si spiega. Ma perché il pos cè ad un varco sì e allaltro no? E se latm-bancomat non funziona? E se sei squattrinati giovanissimi amici hanno fatto fila tanto paga per tutti quello di loro che possiede il bancomat? Tutte domande senza risposta: è in ferie e irraggiungibile chi è autorizzato a rispondere per Opera, la società che ha in appalto il servizio di biglietteria dal ministero. Si entra agli Uffizi, si gode dellarte antica, per ore si macinano chilometri fino allestremità opposta del secondo piano, quella da dove si accede alle nuove sale, ci sono la splendida terrazza con vista sulla cupola del Brunelleschi e da quattordici anni la Caffetteria Bartolini. Al tavolo un toast e un succo di frutta fanno 10,50 euro (5,50 e 5 euro). Non lo ricorderemo come un pasto memorabile e non solo per i prezzi: al tavolo 12 euro una lasagna e 3,5 euro un espresso, mentre una fetta di torta costa 6,5 euro al tavolo e 4,5 al banco, un bicchiere dacqua 1,50 al tavolo e 80 centesimi al banco, una bottiglia da mezzo litro 3 euro al tavolo e 2 al banco come avvertono cartelli in bella mostra per evitare che il cliente si lamenti a posteriori. Meno evidente è lavviso, sotto la cassa, che qui si paga solo in contanti, che invece spicca sulle carte del menù ai tavoli: «no credit card» cè scritto. E allora? Gambe in spalle, occorre ripercorrere a ritroso il tragitto, girare intorno alla Galleria, scendere due piani fino a terra, di fatto uscire e rientrare per passare al solito salvifico atm-bancomat mobile di Mps. «Ai clienti che non sono stati in grado di pagare la consumazione perché privi di contanti, consentiamo di lasciare i soldi al bookshop al piano terra senza dover risalire» spiega il gestore Simone Bartolini. «Paghiamo royalty del 15 sul nostro giro daffari al ministero dei beni culturali oltre ad un affitto di 140.000 euro lanno e non possiamo permetterci di sborsare anche il 3 di commissioni sul bancomat. Chi lo fa, a Firenze e in Italia, o chiude o non ce la fa pagare affitti e dipendenti. Anche al Louvre non si può pagare il ristoro col bancomat. Noi stiamo trattando con un istituto la riduzione della commissione, vedremo». Qualcosa potrebbe cambiare con le gare bandite quasi un anno fa per affidare i servizi nei musei. Ma i concorsi, dopo le prime assegnazioni tra cui quelle a Roma, Pompei e Paestum, si sono arenate. Quello per la ristorazione agli Uffizi, che nel capitolato prevedeva anche lobbligo di installare il pos, è stato annullato dal Tar su ricorso del raggruppamento di imprese di cui faceva parte anche Bartolini per la reclamata inadeguatezza igienico-sanitario dei luoghi dove si volevano realizzare i punti ristoro.
FIRENZE - I problemi del museo. Carte di credito accettate solo in una biglietteria
Gli Uffizi di Firenze hanno introdotto un sistema di pagamento in contanti solo per il ristoro, mentre i pagamenti telematici sono ammessi per l'ingresso. La macchinetta del pos non funziona a tutti i varchi, e i clienti devono pagare con contanti o utilizzare un atm-bancomat. Il gestore del ristoro, Simone Bartolini, spiega che il sistema è stato introdotto per motivi di affitto e commissioni, e che la società Opera, che gestisce il servizio di biglietteria, non ha potuto ridurre la commissione sul bancomat. I clienti che non hanno contanti devono pagare al bookshop al piano terra.
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