Chiusi gli ampliamenti annunciati, inaccessibili il piano ipogeo e la terrazza Il problema più grave non è la caduta dei pezzi di tufo ma la carenza di personale Non chiedete ai turisti arrivati dal Texas con la mappa in pugno e il cappello sulle ventitré cosa pensano dei crolli del Colosseo: hanno gli occhi persi nel nulla, immaginano, ancora prima di guardare e per loro la festa è comunque il sole di traverso nei fornici dellArco di Costantino, il solito disordine un po sudamericano della piazza sotto il grande albero di Natale piantato nellaiuola. In una giornata di ordinario lavoro per uno dei monumenti più visitati del mondo, di nuovo alla ribalta delle cronache tra restauri faraonici sempre annunciati e continue difficoltà sindacali, cè tanta calca ma poi la fila allingresso scorre rapida. Allentrata si schivano agevolmente i cingalesi con i souvenir e i gladiatori di borgata per varcare i cancelloni presidiati da vigilantes. I visitatori si dividono disciplinati fra i vari sportelli, i tempi di attesa sono ragionevoli, laudioguida pronta per chi la vuole, le indicazioni, frecce, cartelli vari chiare, la storia spiegata su pannelli in italiano e in inglese. Eppure qualcosa non va: sì, il Colosseo ce la fa ancora, tollera bene i suoi cinque milioni di visitatori ogni anno nonstante le tremila lesioni diagnosticate dai tecnici, è e continua ad essere la vera macchina da soldi del sistema archeologico romano e nazionale ma il percorso di visita, di cui tante volte è stato annunciato lampliamento (spazi aumentati del 25, si è detto lultima volta), nonostante gli interventi risulta angusto, limitato allaffaccio pur solenne su quel che resta del piano dellarena, terra di combattimento di belve e gladiatori, degli ipogei un tempo tremende prigioni. È un giro avantindietro bloccato da microcantieri misteriosi, da transenne che sbarrano lesplorazione: per raggiungere la mostra "Nerone" bisogna passare per lanello esterno e daltra parte già fuori, sulla piazza, lunghe transenne sorrette da sacchi di sabbia mozzano a metà lanello di sampietrini che circonda la bella promenade ai piedi dellAnfiteatro Flavio. Salire alla terrazza del terzo ordine su cui Alemanno, Polverini e Giro si fecero fotografare sorridenti insieme solo pochi mesi annunciandone la riapertura dopo qualche decennio fa è pura utopia: il problema, chiarisce la direttrice del monumento Rossella Rea sul Terzo rapporto sullarcheologia dellattuale sottosegretario Roberto Cecchi appena pubblicato è la carenza di personale, ragione per cui è contingentato laccesso agli ipogei chiusi. Il Colosseo aspetta giorni migliori, dopo aver sopportato anche il glamour fittizio del concerto estivo di Biagio Antonacci e le hostess in tailleur dellultima passerella di Tods. Va detto che gli interventi recenti sono stati tanti, lo sforzo di fondi - in tempi così - teso al massimo. Nuova biglietteria, pulitura, ponteggi, centro accoglienza, servizi: arriva Della Valle, 25 milioni di euro da sponsor, tre anni di tempo e saranno realtà, sera detto a giugno. Intanto il tufo si sgretola, ma niente paura, i pezzi sono piccolissimi.