«Meno male che i lavori di restauro stanno per cominciare. L'intervento non può essere più rinviato». Il sovrintendente comunale ai Beni Culturali Umberto Broccoli non è preoccupato più di tanto da eventuali piccoli crolli. Se fosse confermato sarebbe il secondo crollo in un anno e mezzo. Non c'è allarme per la sicurezza? «Non direi proprio. E' come se in una casa non si fanno interventi di manutenzione da un po' di anni: ovvio che sbattendo una porta possa cadere un pezzetto di intonaco. L'importante adesso è che parta il restauro, nonostante le tante osservazioni critiche che sono state avanzate. Si tratta di un'operazione chiara e trasparente, di un intervento unitario e organico che prevede anche la manutenzione. Una volta completati i lavori il Colosseo sarò messo completamente in sicurezza. Anche se ovviamente nessun restauro è una volta per tutte. Magari ce ne fossero altri di Della Valle. A quali altre emergenze pensa? «Penso alle Mura Aureliane, ad esempio. Mura che risalgono al 240245 d.C. realizzate in tutta fretta per contrastare le invasioni barbariche. Sono lunghe 18 chilometri, ristrutturarle vorrebbe dire spendere qualcosa come 70 milioni di euro. Che non abbiamo. L'ideale sarebbe, a mio parere, una sponsorizzazione a settori». Pubblicità sulle Mura Aureliane? «Si potrebbero esporre con garbo, cautela, attenzione un marchio pubblicitario sui ponteggi. Con questo sistema sarebbe possibile trovare finanziamenti per i lavori. D'altra parte non c'è altro modo per reperire una cifra così ingente. Io credo profondamente che non ci sia alternativa e che nessuno direbbe mai di preferire piuttosto prendere in considerazione il crollo delle Mura. Bisogna seguire l'esempio positivo del Colosseo».