CAPANNORI. Tutto fermo a S. Pietro a Marciagliano. Non partono i lavori di ristrutturazione della chiesa, che versa in condizioni sempre più preoccupanti. «Ancora non c'è un progetto ben definito», dice Roberto Mannocci presidente di Italia Nostra Lucca. Ma la chiesa di S. Pietro a Marcigliano non è l'unica, a Capannori, ad avere bisogno di interventi urgenti di restauro o conservazione. Proprio Italia Nostra sta lavorando al censimento delle chiese e degli oratori abbandonati nella Piana. Ne sono già stati rilevati quasi duecento. Il progetto di massima c'è, i finanziamenti anche, ma il cantiere non è ancora stato aperto, nonostante le aspettative dei paesani e delle associazioni (Piccola Penna, PerSanPietro e Italia Nostra) che si sono fatte promotrici, anni fa, del recupero, arrivando a raccogliere quasi duemila firme. E ora c'è il timore che un altro inverno sia troppo per la chiesa e, soprattutto, per il suo campanile, il cui tetto è gravemente danneggiato. Ma la chiesa di S. Pietro a Marcigliano (risalente al 1212) non è il solo edificio storico in pericolo nel Comune di Capannori. Tra i più noti, e in condizioni di degrado, c'è, per esempio, la torretta dello Spada, a Parezzana, le cui condizioni peggiorano di mese in mese. Da anni si parla di un suo recupero, Italia Nostra lo ha chiesto più volte, ma la situazione attorno al monumento non è chiara. Non è chiaro di chi sia, come sia possibile eventualmente intervenire. Di certo c'è che ormai è ricoperta di graffiti e che muri e tetto presentano preoccupanti segni di usura. Non si trova in condizioni migliori la torre medievale di Corte Fanucchi, a Salanetti, lungo l'antica via Francigena. La torretta (e con le buona parte della corte) è un edificio di enorme pregio storico-architettonico, ma anche in questo caso è di proprietà privata, particolare che rende più complicato deciderne il recupero. Fino a poco tempo fa c'era un cartello a segnalarla, che riportava le notizie storiche ed il motivo di interesse, ma ormai è illeggibile. Dimenticata, tanto dal paese quanto dalle istituzioni, anche la chiesina di S. Antonio a S. Colombano (1260), anche questa in condizioni precarie. Si affaccia su via delle Selvette, dunque su una delle "rotte" turistiche del Capannorese, ma nessuno ha mai manifestato l'interesse di recuperarla. È andata meglio ad un'altra antica chiesa, quella di Rimortoli, sempre a S. Colombano (1100 circa). Qui il Comune sta concludendo le pratiche per entrare in possesso dell'antico edificio e dare il via alla ristrutturazione. Cade a pezzi la chiesina in via delle Ralle, a Camigliano, e non è messa meglio la cappella di Villa Mazzarosa, come ricorda Mannocci. «E poi ci sono gli antichi lavatoi, le corti. L'elenco è lungo - dice l'architetto -. Purtroppo, però, i fondi a disposizione non sono sempre molti. Ecco perché Italia Nostra ha lavorato al censimento di una parte del patrimonio storico-architettonico della Piana, quello relativo alle antiche chiese e agli oratori da recuperare. Ne abbiamo contati circa 200. L'obiettivo è quello di individuare quelli di maggiore interesse, così da aiutare gli enti preposti ad concentrare su questi le risorse che è possibile raccogliere attraverso fondi pubblici e aiuti delle fondazioni».
LUCCA - Duecento chiese abbandonate. Non partono i lavori a S. Pietro, in degrado quella di S. Antonio
A Capannori, la chiesa di S. Pietro a Marcigliano è stata fermata dai lavori di ristrutturazione a causa di condizioni sempre più preoccupanti. La chiesa risale al 1212 e il suo campanile ha un tetto gravemente danneggiato. Italia Nostra sta lavorando al censimento delle chiese e degli oratori abbandonati nella Piana, ne sono già stati rilevati quasi duecento. Il progetto di massima c'è, ma il cantiere non è ancora stato aperto. Altre chiese storiche in pericolo sono la torretta dello Spada a Parezzana, la torre medievale di Corte Fanucchi a Salanetti e la chiesina di S. Antonio a S. Colombano.
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