«Perché aspettare ancora? Per la ricostruzione del Petruzzelli si può procedere: perché perdere altri mesi per fare lavori che si possono eseguire adesso, con i fondi già disponibili?». Da Roma, il sottosegretario ai Beni culturali Nicola Bono segue attraverso le agenzie di stampa lo sviluppo delle vicende relative all'ultimo ricorso contro lavori solo parziali (ieri mattina l'udienza) e suona la carica. E se il giudice civile dovesse accogliere quel ricorso? «Per favore, non voglio interferire con il lavoro del giudice. Aspettiamo con serenità la sentenza, poi assumeremo le decisioni conseguenti». Quel ricorso ruota intorno alla Fondazione che è ancora in fase di costituzione: a che punto siamo? «Il disegno di legge varato dal governo attende l'esame in Commissione, che ha le sue priorità in calendario. Con i gruppi parlamentari va però verifìcata la possibilità di procedere all'esame in sede legislativa. Il governo ne sarebbe ben felice, giacché questa leggina ha il consenso di tutte le forze politiche». E lo Statuto? Comune, Provincia e Regione sono un po' in ritardo... «Il problema non esiste. L'esistenza o meno della Fondazione e del suo Statuto non pregiudica l'assetto complessivo del'operazione, perché il protocollo firmato a novembre anticipa di fatto i tempi dei vari atti». Perciò insiste sul cantiere da aprire? «I lavori che devono partire attengono ad una struttura teatrale che comunque andrà conferita a quella Fondazione. La convenzione originaria è vincolante per tutti: l'impegno è formale e sostanziale». L'ipotesi dell'esproprio è definitivamente archiviata? «Tutto ciò che ha preceduto l'accordo sulla Fondazione va ritenuto superato».