Giovedì scorso, su un quotidiano locale, leggo un pezzo intitolato "Il centro riqualificato con interventi mirati" nel quale l'assessore all'urbanistica Milazzo (Andrea e non Carmelo come viene erroneamente chiamato) profonde un saggio di pura ed estatica poesia, su quanto si sia già fatto o si stia facendo per il recupero (intelligente, ovviamente) del centro storico. E fin qui niente di straordinario se non che gli interventi su "alcuni isolati quasi vuoti individuati a fronte delle vie Ajala (e non Ayala come riportato nel testo), Mazzini e Barone Lanzirotti", se condotti con i criteri indicati nello strumento urbanistico di cui dispone in atto il Comune, non possono approdare a niente. Non credo che ci sia qualcuno disposto ad acquistare un alloggio di tre camere su tre piani diversi per collegare i quali, in ossequio alle norme per il superamento delle barriere architettoniche, occorre collocare un ascensore del costo di qualche decina di migliaia di euro! Né credo sia oggi pensabile andare ad abitare in una stradina che può essere raggiunta solo con un motociclo o, al massimo, con la "lapa"! Però, è stato sufficiente voltare pagina e leggere un altro articolo, dal significativo titolo "Nuovo crollo in centro storico - Cade il muro di una abitazione" per aprire un nuovo orizzonte: infatti, l'accostamento delle due notizie, se non fosse addirittura tragico, risulterebbe comico o, meglio, ridicolo! "Dum Romae consulitur, Saguntum espugnatur": mentre a Roma si discute, la città di Sagunto viene conquistata o, come in questo caso, cade a pezzi sulla testa di chi l'abita! Cosa farà adesso l'assessore? Ci propinerà un altro dotto saggio su come "connotare l'intero centro storico ", o permettere la "materializzazione di previsioni progettuali " o su come trattare "i dati trasferiti in planimetrie tematiche "? Oppure, più sbrigativamente, provvederà a murare anche via Girgenti, però rigorosamente con blocchi di Sabucina, per adeguarsi all'ambiente e giuste le direttive della locale Soprintendenza? Ora, fin qui, siamo stati fortunati, perché contrariamente a quanto già avvenuto in altre città, nemmeno molto distanti da questa, finora i crolli non hanno causato danni alle persone ma, al massimo, un po' di paura ad una innocente bimba ed alla sua famiglia. Ma non si può sfidare sine die la sorte ed, andando avanti di questo passo, c'è concreto il rischio che ci scappi il morto ed allora, non c'è dubbio, saranno c.. avoli amari! Eppure, una soluzione praticamente pronta è stata da me personalmente fornita a lui ed al Sindaco (che, per inciso, è diventato bravissimo nell'imitazione del compianto, seppur ancor celebre, suo predecessore che rispondeva sempre con una doppia affermazione a qualunque richiesta): basta assegnare le aree alle cooperative ed alle imprese finanziate dalla Regione già otto anni fa e che rischiano di perdere i benefici nel prossimo mese di maggio, pure con gravissimo danno per l'intera città. Ed il Comune non deve metterci un solo centesimo. Non sarà per caso questa gratuità a non piacere o si inseguono altri interessi? Gregorio Geraci