Bivona.e.m.) «Iniziate nella prossima primavera gli scavi archeologici sul territorio montano e su quelle aree dove sono stati individuati numerosi siti di interesse storico sulle origini antiche della comunità». E' stato questo l'appello che ha lanciato nei giorni scorsi a Bivona da Johannes Bergemann (nella foto), docente dell'università di Gottingen (Germania) con il collega tedesco Mattia Lang, per sensibilizzare le autorità istituzionali a dare vita a delle organiche campane di scavo in tutte quelle località del comprensorio montano ritenute le più interessanti. Bergemann, che ha ultimato nel settembre scorso la terza campagna di ricognizione del territorio a cavallo tra la valle del fiume Magazzolo e i Monti Sicani, in agro di Cianciana, Alessandria della Rocca, Bivona e Santo Stefano Quisquina, ha precisato che vi sono in tutto il comprensorio 200 siti che hanno mostrato variegati reperti sui quali si può indagare per i periodi che vanno dall'età preistorica sino al medioevo, attraverso l'età greca e romana. Le indagini di geofisica hanno mostrato ritrovamenti di ceramica e una grande villa romana in territorio di Cianciana. Le ricerche sino ad oggi sono state effettuate con i finanziamenti della multinazionale Gerda Henkel Stiftung, ma d'ora in poi occorrono campagne di scavo che devono essere sorrette con l'impegno finanziario della Regione e di enti privati italiani. 27122011