Corsa ai pannelli solari: a Barberino per una potenza da 260mila kw, poi le sedi Unicoop, Volkswagen e Arval DA TRADIZIONALE impresa di elettricisti ad azienda leader nella realizzazione di impianti delle energie rinnovabili, con approdo finale ai più alti livelli dellapplicazione tecnologica di luci ai beni culturali: la Coop Cellini di Prato, nata una trentina di anni fa come raggruppamento di artigiani che facevano e rifacevano impianti elettrici e termosanitari nelle abitazioni, oggi gruppo da oltre 50 milioni di fatturato, è lazienda incaricata di realizzare gli impianti elettrici e speciali nella nuova Galleria degli Uffizi, con 4.000 corpi illuminanti, 222 telecamere, 230 sensori anti intrusione. E lultimo fiore allocchiello di unimpresa che in trentanni ha declinato in innovazione lesperienza fatta dai suoi primi artigiani in centraline e cavi, punti luce e scaldabagni. Coop Cellini impianti tecnologici è arrivata sulla soglia dei 100 addetti (95) con una crescita di occupati del 15 tra il 2010 e il 2011, periodo nel quale ha assunto 13 persone di cui 3 laureati. Tra il 2006 e il 2009 ha più che raddoppiato il fatturato, passato da 24,8 a 55,6 milioni. Nella lunga cavalcata dellazienda, il primo traguardo fu la specializzazione in tecnologie per grande edilizia, poi le rinnovabili, al punto da fare dellazienda pratese uno dei maggiori player toscani in fotovoltaico, mini idroelettrico, biomasse, biogas. A metà novembre il gruppo, che nella circostanza ha operato da capofila di unassociazione temporanea di imprese, ha annunciato la chiusura a tempo di record, in tre mesi, dei cantieri che hanno realizzato la più grande opera pubblica degli ultimi dieci anni in Toscana nel campo delle energie rinnovabili. E limpianto fotovoltaico di Cavriglia, nella vecchia discarica della miniera di Santa Barbara, al centro di un progetto pensato per il recupero e la valorizzazione paesaggistica della zona, con un parco perimetrato da un circuito ciclistico che occuperà 9 ettari e da una trama di siepi e di alberi per mitigare limpatto ambientale. Per realizzare lopera sono stati utilizzati 190 chilometri di cavi e 390.000 chili di materiali. In 30 ettari, 21 dei quali occupati dallimpianto di generazione elettrica, si trovano ora 41.450 moduli in silicio policristallino. Il tutto costato 27,5 milioni di euro, capace di sviluppare una produzione annua di 12.609 megawatt, servire le esigenze energetiche di 3.300 abitazioni e 12.000 persone, abbattere di milioni di chili le emissioni annue di anidride carbonica e altri inquinanti. Costruiti in Toscana, Piemonte e Calabria anche impianti a biomasse e biogas (che il gruppo ora gestisce), Cellini punta adesso anche sulla nuova frontiera del mini idroelettrico per il ampliare il proprio business. Sta trattando la realizzazione di una minicentrale idroelettrica a LAquila, su un corso dacqua con portata di 3.000 litri al secondo e un salto di 18 metri. Il gruppo progetta di realizzare anche in Toscana questo tipo di impianti che prelevano lacqua dal fiume, la decantano in una vasca di carico e attraverso una condotta la portano in una sala macchine, per poi restituirla al corso naturale. Dai supermercati Unicoop Firenze allo stabilimento di Cavalli, passando per istituzioni pubbliche, scuole, concessionarie auto. Ha accelerato, negli ultimi sei mesi, la corsa ad alimentare con le energie rinnovabili edifici di ogni genere, industriali e non. In prima fila, curiosamente, chi opera nel settore dellautomobile, quasi a fare ammenda per il fatto di agire in un campo che produce inquinamento. A fine giugno è stato lautodromo del Mugello ad annunciare la svolta ambientalista attraverso due scelte «verdi»: sulla nuova tribuna (4.500 posti) è stato montato un impianto fotovoltaico con tecnologia a film sottile capace di produrre 260.000 kilowatt pari al 250 della necessità totale del circuito, evitando così lemissione di 211 tonnellate di anidride carbonica allanno, mentre la pavimentazione è stata rivestita di uno speciale materiale ceramico trattato al biossido di titanio che, grazie ad un processo fotocatalitico, causerà labbattimento degli agenti inquinanti nellaria. In estate, invece, è stato il Volkswagen Group di Firenze ad avviare la ristrutturazione in chiave ecologista dei suoi stabilimenti, cominciando con linstallazione sul tetto della nuova sede Audi in via Pratese di un impianto fotovoltaico da 280 kilowatt. Arval, il colosso del noleggio auto a lungo termine che ha sede a Scandicci e gestisce un parco auto di 135.000 unità, ha presentato questo mese Saetta Fotovoltaica, la nuova sede a zero emissioni, in classe A, dotata di autonomia energetica grazie allutilizzo di fonti fotovoltaiche, geotermiche ed eoliche. Cambiando settore, hanno raggiunto quota venti i negozi di Unicoop Firenze sparsi in tutto il territorio regionale dove funzionano pannelli fotovoltaici, per una potenza totale di 5.642 kilowatt, 6,8 milioni di produzione annua corrispondente al fabbisogno di 2.508 famiglie e con minori emissioni di anidride carbonica per un totale di 3.934 tonnellate. Su mille metri quadrati del tetto dello stabilimento del gruppo Cavalli allOsmannoro è stato installato un impianto fotovoltaico in grado di produrre circa 115.000 kilowattora allanno di energia elettrica, che produce il 20 del fabbisogno energetico dellazienda ed evita lemissione di circa 44,4 tonnellate di anidride carbonica allanno. Tra gli impianti fotovoltaici inaugurati negli ultimi mesi anche quello al porto di Livorno, il galleggiante su un laghetto a San Giuliano Terme, quello a Malalbergo di Cortona e laltro a San Piero in Frassino nel comune di Ortignano Raggioli in Casentino, che si caratterizza per il fatto di produrre energia pulita in grado di soddisfare il fabbisogno di un numero di persone, 1.560, che è superiore rispetto agli abitanti stessi del paese che conta su 900 residenti. Fotovoltaico anche nelle scuole, alle medie a Pontassieve, alle materne a Peccioli, in diverse altre località. Il Mulino di Firenze, che risale al 1300 ed è stato disegnato sulle carte di Leonardo da Vinci e citato da Dante Alighieri, ha infine consolidato la sua natura di eco hotel diventando il primo mulino a dotarsi di uno speciale impianto di autoproduzione energetica a zero emissioni. (ma.bo.)