Ledificio costruito nel 1140 e dal 1537 destinato allamministrazione della Giustizia, conserva dipinti e arredi di grande valore Un excursus sulla Vicaria, da avamposto normanno a sito reale angioino Poco importa quante volte abbia rimodellato la sua facciata, cambiato proprietari o destinazioni duso: Castel Capuano è un simbolo, un pezzo di storia antica di 870 anni. E, dopo essere stato per cinque secoli centro nevralgico per lamministrazione della giustizia, se ne sta lì, sui vicoli della Vicaria, come un castello in cerca dautore, pronto a svelare le proprie bellezze. Inizia proprio qui "Castel Capuano palazzo di giustizia, progetti di restauro e trasformazioni al tempo dellUnità". Una mostra nellantico tribunale (fino al 31 marzo) ideata dalla Soprintendenza per i beni architettonici, a cura di Amalia Scielzo e Annalisa Porzio, architetto, e storica dellarte, e finanziata dal ministero dei Beni culturali con lintervento della Direzione regionale guidata da Gregorio Angelini. «Partiamo dal tema dei restauri effettuati sulledificio tra 1858 e 1861 per presentare ai visitatori una panoramica completa del castello, storica ed iconografica». E di storia ce nè molta da raccontare, fin dalla sua prima fondazione, avvenuta nel 1140 per volere del re normanno Guglielmo I, come sua residenza e presidio militare fortificato sulle mura orientali napoletane. Il basamento poggiava su un gymnasium romano, successivamente trasformato in cimitero ed emerso proprio durante gli scavi del restyling ottocentesco, che portò tra le altre cose, alla ricostruzione della torre esterna, munita di stemma sabaudo e di un imponente orologio con quadrante luminoso nelle ore notturne. E i cui progetti, curati nel 1856 da Giovanni Riegler, del "Corpo reale degli ingegneri di ponti e strade", conservati allArchivio di stato, sono al centro del percorso espositivo, in una sala al piano terra di Castel Capuano, estesa per oltre cento metri quadri e restaurata recuperando le tinte originali delle pareti azzurro chiare. Accanto a schizzi e progetti, i visitatori possono ammirare oltre cento pezzi, tra dipinti, stampe e acquerelli che, uniti a 12 pannelli didascalici e 15 riproduzioni di antiche carte topografiche raccontano la cronologia del palazzo, secolo per secolo. Oggetti singolari, come il cassone trecentesco proveniente dal Metropolitan museum di New York, che ritrae lingresso di Carlo di Durazzo a Napoli. O quadri, come la famosa veduta secentesca del castello ai tempi di Masaniello, attribuita al pittore Ascanio Luciani, o quella sulla facciata meridionale di Giuseppe Castiglione nel 1858, o ancora un acquerello di Gonsalvo Carelli e i due bozzetti a olio di Biagio Molinari per la decorazione del Salone dei busti. Un excursus sul passato della Vicaria, da avamposto normanno altomedievale a sito reale angioino (insieme al Castelnuovo, costruito nel 1282), soprattutto con Giovanna II, che proprio tra queste stanze fece accoltellare il suo favorito Sergianni Caracciolo nel 1432. Molti anche gli ospiti illustri che vi soggiornarono, da Francesco Petrarca nel 1370, a Carlo V di Spagna nel 1535. E fu proprio sotto il vicereame spagnolo, che Don Pedro di Toledo convertì nel 1537 la struttura a Palazzo di Giustizia, commissionando la bellissima Cappella della Sommaria a Pedro Rubiales al piano superiore, e sgomberando al tempo stesso quello inferiore per costruirvi una prigione (munita anche di strumenti di tortura). In questa nuova sede, la giurisprudenza napoletana si affermò sulle altre italiane, e autocelebrandosi nella sala dei busti al primo piano, coi ritratti in marmo dei quarantuno più importanti giuristi campani. Oggi ledificio conserva la biblioteca storica degli avvocati Alfredo De Marsico con lattività del Centro studi Castelcapuano. La mostra, diventerà permanente: le opere originali da restituire, saranno infatti sostituite da copie, per visite di scolaresche e cittadini. Orari mostra: 9-18 dal lunedì al venerdì, 9-13 il sabato; www. palazzorealenapoli. it
NAPOLI - In mostra le opere darte dellex tribunale
Castel Capuano è un edificio storico costruito nel 1140 e destinato all'amministrazione della giustizia. È stato oggetto di numerose trasformazioni e restauri nel corso dei secoli. La mostra "Castel Capuano palazzo di giustizia, progetti di restauro e trasformazioni al tempo dell'Unità" è stata ideata dalla Soprintendenza per i beni architettonici e finanziata dal ministero dei Beni culturali. La mostra presenta una panoramica completa del castello, storica e iconografica, e include dipinti, stampe e acquerelli che raccontano la cronologia del palazzo secolo per secolo. La mostra è stata curata da Amalia Scielzo e Annalisa Porzio, e sarà permanente.
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