Battaglia di Anghiari, «nessuna vandalizzazione»: «Chiunque è invitato a salire sui ponteggi per controllare». Dopo settimane di silenzio, la soprintendente al Polo museale Cristina Acidini rompe gli indugi e interviene in prima persona nella polemica innescata dalle ricerche, condotte da Maurizio Seracini e dai tecnici dell'università di San Diego, del misterioso affresco di Leonardo che si nasconderebbe, secondo alcuni, sotto La battaglia di Scannagallo del Vasari nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio. Contro l'operazione, che ha comportato alcuni microfori sulla superficie dell'opera vasariana, si era schierato nei giorni scorsi un nucleo di autorevoli studiosi e storici dell'arte con un appello, rivolto proprio alla Soprintendenza e al sindaco Matteo Renzi, che ha raccolto centinaia di adesioni. Sulla vicenda stanno inoltre indagando i carabinieri dopo che la Procura fiorentina ha aperto un'inchiesta in seguito a un esposto presentato da Italia Nostra. «Intendo sgombrare il campo da alcuni equivoci», ha spiegato Acidini, la quale ha definito la vicenda «una questione ben presente alle autorità competenti, su cui non ho ritenuto finora di dare corrispondenze personali». «La Soprintendenza - ha chiarito - ha dato la sua autorizzazione, confermata dal ministero, a un progetto che il proprietario pro tempore del bene, ovvero il Comune di Firenze, ha chiesto di realizzare sulla base di osservazioni formulate da tecnici di sua fiducia, e ha ritenuto di affiancare a questi ultimi i tecnici dell'Opificio delle pietre dure». «Il progetto autorizzato - ha sottolineato - prevedeva che venissero praticati sette o otto fori. Ne sono stati eseguiti sei, che io definirei più propriamente "passaggi", in punti dell'opera già danneggiati da abrasioni o da successive stuccature. La loro esecuzione non ha interagito in alcun modo con la pittura di Vasari». «L'operazione - ha poi precisato - è stata sospesa non per la sollevazione degli storici dell'arte, né perché il ministero sia intervenuto, ma perché abbiamo ritenuto che fosse stato raggiunto il numero massimo di fori praticabili senza provocare danni all'opera. I soggetti che stanno conducendo la ricerca possono utilizzare i sei varchi esistenti per ulteriori esplorazioni con la microcamera o per effettuare microprelievi dal muro sottostante». Quanto all'appello degli studiosi, la soprintendente ha replicato: «Su questa vicenda hanno circolato più opinioni che informazioni, poiché nessuno si è rivolto a me chiedendo che cosa davvero si stesse facendo». E infine: «Sostenere che l'opera del Vasari sarebbe stata vandalizzata è un'affermazione fuori luogo. Trovo curioso che si attribuiscano a istituti dedicati alla tutela e alla conservazione dei beni culturali azioni comportanti il danneggiamento di un bene».
FIRENZE - Parla Acidini: "Basta fori sul Vasari". "Non c'è stata vandalizzazione: vi invito sui ponteggi a controllare"
La soprintendente al Polo museale Cristina Acidini ha intervento nella polemica sulla Battaglia di Anghiari di Leonardo, sull'opera di Giorgio Vasari nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio. I tecnici dell'università di San Diego hanno condotto ricerche che hanno comportato la pratica di microfori sulla superficie dell'opera vasariana. La Soprintendenza ha dato l'autorizzazione al progetto, ma poi ha sospeso l'operazione a causa di danni all'opera. La soprintendente ha affermato che l'operazione non ha interagito con la pittura di Vasari e che i sei varchi esistenti possono essere utilizzati per ulteriori esplorazioni.
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