Dopo la pioggia di ottobre, il vento di dicembre. Ma sulle cause è giallo. La Domus, dov'è franato il sostegno al pergolato esterno, è sotto sequestro. La sovrintendente annuncia interventi. La scoperta del crollo nel pergolato esterno di uno dei giardini più famosi dell'antichità, quello della casa di Loreio Tiburtino, era avvenuta ieri mattina, durante il consueto giro di ricognizione dei custodi. «Il pilastro crollato è elemento isolato, non portante, quindi la sua caduta non ha causato altri danni. I motivi? Ora c'è un sequestro e si capirà. Il problema di Pompei resta comunque la messa in sicurezza» era stato il primo commento della soprintendente speciale per i Beni Archeologici di Napoli e Pompei, Teresa Elena Cinquantaquattro, dopo che le forze dell'ordine avevano già nel primo pomeriggio interdetto l'area e chiuso una delle domus più belle della città antica, meta dei visitatori proprio per il suo giardino, un gioiello per archeologi ed esperti, con il suo triclinio "estivo", dove nell'antichità si gustavano le delizie del luogo, e si insinuava anche un piccolo "corso d'acqua" ispirato al Nilo. E mentre attorno al crollo s'infittiva il mistero (sull'area gravano i sigilli delle forze dell'ordine e dall'ufficio stampa del sito archeologico spiegano che il pilastro crollato non era portante ma era soltanto un elemento decorativo, privo di peso, per cui il crollo appare ancora più singolare) in serata dal ministero per i beni culturali arriva però una buona notizia: i pilastri del pergolato verranno messi in sicurezza immediatamente, con i fondi ordinari della Soprintendenza. Domus chiusa ma non per molto, almeno si spera. E comunque si chiude con un'ennesima brutta notizia un annus horribilis per gli scavi. L'ANNO PEGGIORE DOPO L 79 D.C. In questo anno orribile, l'ultimo crollo clamoroso a Pompei era avvenuto il 22 ottobre scorso, quando dopo le prime piogge di stagione a cedere fu un muro romano realizzato nei pressi di Porta di Nola. Dopo pochi giorni, la visita del commissario Ue per le politiche regionali, Johannes Hahn, e infine lo "sblocco" di 105 milioni che serviranno, finalmente, alla messa in sicurezza e alla manutenzione degli oltre 1500 edifici pompeiani. Sembrava che l'anno si dovesse chiudere quindi con buoni segnali, dopo il susseguirsi di eventi negativi a partire dal 6 novembre del 2010 quando il crollo della Scuola dei Gladiatori pose all'attenzione del mondo intero l'urgenza della situazione. «In questo periodo stiamo effettuando a Pompei vari lavori di messa in sicurezza, ma la città è enorme - spiega Cinquantaquattro. - Nel caso di Loreio Tiburtino l'area è stata scavata negli anni 50 da Amedeo Maiuri, poi ha conosciuto restauri negli anni 80 e da allora più nulla. I lavori del commissariamento non hanno interessato questa parte». La soprintendente si era poi rammaricata: «I tempi per utilizzare i fondi europei sono ancora lunghi, come ci ha spiegato domenica scorsa il ministro Ornaghi nel la sua visita (i lavori sarebbero stati annunciati tra settembre ed ottobre 2012, ndr)». Dopo la notizia dell'ennesimo crollo arrivano però dal Mibac novità anche in questo senso: «Le procedure europee possano essere velocizzate, i tempi per gli interventi a Pompei si possono accelerare - fa sapere infatti il segretario generale del ministero Antonia Pasqua Recchia - nei primi mesi del 2012 partiranno gli interventi di diagnosi delle insulae e di mitigazione del rischio idrogeologico. I primi interventi di restauro e messa in sicurezza (39 progetti per 47 milioni) saranno messi a bando nel 2012 ed i cantieri avviati entro la prima metà dell'anno».
Crolla un'altra domus: l'anno orribile di Pompei
La Domus di Loreio Tiburtino a Pompei è stata colpita da un crollo del pergolato esterno, che ha causato la messa in sicurezza di un pilastro non portante. La sovrintendente Teresa Elena Cinquantaquattro ha annunciato che i pilastri del pergolato verranno messi in sicurezza immediatamente con i fondi ordinari della Soprintendenza. La scoperta del crollo è avvenuta durante un giro di ricognizione dei custodi e il pilastro crollato non era portante, quindi la sua caduta non ha causato altri danni. La messa in sicurezza della Domus è stata chiusa, ma non per molto, almeno si spera.
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