Filippeschi. Il Ministero mi ha chiamato per fissare un incontro sugli organici delle forze dell'ordine PISA. Ikea arriva, non ci sono più dubbi. Il colosso svedese ha già firmato il contratto con la Navicelli spa. Intanto dal nuovo governo sono arrivate due risposte alle lettere inviate dal sindaco e due appuntamenti sono già fissati a Roma. Sono le novità più importanti che emergono dalla conversazione con il primo cittadino Marco Filippeschi, partita dai risultati del sondaggio web che Il Tirreno aveva lanciato sul tema della movida notturna. E da lì conviene riprendere le mosse. Dal nostro sondaggio emerge una città più meno divisa in due. Il 53 considera la "movida" uno svantaggio, il 47 un vantaggio. Lei con chi si schiererebbe? «La presenza dei giovani è senza dubbio un vantaggio come la presenza dell'Università, una grande ricchezza a cui è legata una parte del nostro sviluppo. Questo non significa non vedere i problemi. Il dualismo dipende dai punti di vista». Qual è il punto di vista che deve prevalere? «Bisogna sempre avere una gerarchia dei diritti. E' indiscutibile che il diritto al riposo per chi sta in centro venga prima di ogni cosa. Senza fare troppa filosofia, basta mettersi nei panni di chi non dorme per il rumore sotto le finestre. Mi metto dalla parte di quei cittadini che, quando molti giovani avevano preso l'abitudine di ritrovarsi a far tardi in piazza dei Cavalieri con tamburi, damigiane e birre, mi mandavano sms di protesta sul telefonino alle 4 o alle 5. Bisogna trovare un equilibrio accettabile». Il Comune cosa pensa di fare? «Nel medio-lungo periodo prevediamo di diluire le presenze dei giovani delocalizzando l'intrattenimento, soprattutto nel periodo tra aprile e ottobre, spostandolo verso aree in cui l'impatto acustico è minore. Per far questo potremo utilizzare i recuperi finanziati dal Piuss». In quali zone? «Le aree lungo l'Arno: verso il viale delle Piagge, verso l'area della Cittadella, dove è previsto uno spazio per attività». Farete più controlli? «Sui controlli ci sono due novità. Ho convocato una conferenza di servizi (Comune, Asl, Arpat, vigili del fuoco, Provincia) sul controllo del rumore per realizzare il massimo di coordinamento tra polizia municipale e altre forze dell'ordine. Qui c'è chi paga le multe senza preoccuparsi, chi non le paga, si fa chiudere periodicamente l'attività e poi riapre». Dunque ne vale la pena. «Si guadagna molto bene, ci sono interessi forti. Inoltre abbiamo posto dei limiti all'apertura degli esercizi in base alle dimensioni, alle regole sui servizi igienici». E la seconda novità? «E' che insieme a Firenze e Siena abbiamo chiesto alla Regione regole specifiche per le città turistiche sedi di patrimonio Unesco. Il primo incontro è già convocato. Abbiamo bisogno di una legislazione speciale che intervenga sugli orari, evitando una liberalizzazione selvaggia». Il tema del sondaggio ripropone più in generale un quesito che riguarda il futuro stesso della città. Molti vedono il rischio che, presa nella morsa studenti-"turisti mordi e fuggi", Pisa diventi una "città low cost" e perda la sua identità e la sua qualità. Condivide questa preoccupazione? «In parte il centro è già cambiato per questi motivi. E' vero, quel rischio è reale. Per questo servono regole speciali. Bisogna creare una città multipolare. Una parte delle attività è concentrata in pochi punti con l'obiettivo di attrarre clienti. Dobbiamo diluire le presenze e cambiare la geografia dell'offerta. Il resto è legato ai controlli, non solo sui rumori, ma anche sullo spaccio. Ma il territorio è grande e la coperta è corta. Per questo ci battiamo per reintegrare gli organici delle forze dell'ordine». A proposito, ha avuto risposte alla sua lettera al Ministro dell'Interno? «Sì, è già arrivata la risposta dalla segreteria del Ministro. Nella prima metà di gennaio ci sarà un primo incontro a Roma, se non con il ministro, spero intanto con il capo di gabinetto Procaccini». Tornando al centro, sono previsti altri interventi? «Abbiamo completato la lastricatura e l'illuminazione di una quindicina di vicoli e installato 17 videocamere. In Piazza delle Vettovaglie è prevista una manutenzione radicale del lastricato. Poi è partito il piano di recupero di S. Chiara. Il primo lotto riguarda la parte che si affaccia su piazza dei Miracoli con il trasferimento delle bancarelle». Gli ambulanti vi hanno fatto capire che resisteranno a oltranza. «Il Comune deve andare avanti. Faremo un'ordinanza di spostamento e la istruiremo con tutti i crismi di legge trovando una sistemazione adeguata agli ambulanti. Il sindaco è stato messo in mora dal'Ente primaziale e dall'Università, la Sovrintendenza fa valere i suoi vincoli. Non dimentichiamo che l'ospedale è il quinto monumento della piazza». In passato gli ambulanti hanno vinto i ricorsi. «Il quadro normativo è cambiato. Non faremo nulla per forzare la legge, ma siamo obbligati dalla legge a intervenire. La presenza dei banchi a ridosso di monumenti sottoposti a vincolo, era una questione sospesa, ma non risolta. Manterremo la nostra scelta contando di trovare un percorso condiviso con gli ambulanti». Argomento aeroporto. E' stata una settimana movimentata e anche il Comune si è fatto sentire. «Abbiamo dovuto difenderci dopo le dichiarazioni improprie e improvvide del presidente dell'Enac, Vito Riggio. Noi non abbiamo mai detto niente sulla pista di Firenze. Invece i problemi di Firenze hanno invaso il campo di Pisa, mentre Pisa è l'unica realtà che presenta un piano di sviluppo aeroportuale, oltretutto vistato da Enac, con 150 milioni di investimenti previsti da qui al 2015, senza i quali la Toscana sarebbe a terra, altro che voli». Cosa direbbe a Renzi? «A Renzi dico: apprezzo le aperture, però vorrei che il Comune di Firenze facesse come ha fatto Pisa, prendendo una posizione ufficiale in consiglio comunale sul fatto che Pisa è l'aeroporto prevalente per volumi di voli intercontinentali e low cost e che Firenze è un aeroporto con un traffico minore ma ad alto valore aggiunto». La Regione ha stanziato soldi per sostenere nuovi collegamenti. Pisa come li utilizzerà? «Il nuovo collegamento con Shanghai è strategico e qui la strada aperta. Poi bisogna consolidare il volo Delta con New York e la presenza di Air One, cioè di Alitalia. Delta, China Eastern e Alitalia fanno tutti parte della stessa alleanza, Sky Team. Averli tutti dalla stessa parte faciliterà il discorso su Shanghai». Ultima questione: su Ikea ci sono novità? «Sì e decisive. Il board internazionale di Ikea, la cabina di regia del gruppo, ha deciso ai primi di dicembre che l'investimento si farà. Ikea e la Navicelli spa, proprietaria dei terreni destinati all'insediamento, hanno già firmato il contratto che è vincolante. E ieri (mercoledì, ndr) è stata presentata dalla proprietà la richiesta di variante urbanistica di destinazione dei terreni, motivata appunto dalla decisione di Ikea di fare l'investimento».
Il Tirreno
23 Dicembre 2011
PISA - La firma c'è, Ikea arriva. Fatto l'accordo. Studenti e residenti, questione di diritti
PA
Paolo Toccafondi
Il Tirreno
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Bene culturale
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