Annunci, promesse e parole "Ora è meglio non dire altro" «Si è detto tanto, che sarebbe meglio non dire altro». Sconforto ma non rassegnazione nelle parole della soprintendente Cinquantaquattro. Quando è arrivata, le promesse si sprecavano. Negli ultimi mesi si è parlato di Unione europea, di Unesco, di industriali di diverse nazionalità. Tanti annunci da non far capire neppure lo scopo di una simile inconcludente politica. Tutto a danno dellarea archeologica, anche se dal ministero continuano a ribadire: «È una priorità», come ha fatto, secondo un rituale che ha del dejà vu, anche il neoministro per i Beni culturali, Lorenzo Ornaghi. Che aveva confermato larrivo il 2 gennaio di 20 nuovi assunti, tra i quali 7-8 archeologi e cinque operai. Attualmente il solo archeologo in organico è il direttore degli Scavi Antonio Varone. Poi partirà la fase di diagnosi per le 1500 domus. «Non cè nessuna sorpresa - dice Andrea Carandini, presidente del Consiglio superiore dei beni culturali - lemergenza continuerà finché non inizierà la manutenzione. A Ostia antica i crolli non fanno notizia, a Pompei sì». Ma potrebbe essere a una svolta la procedura per i fondi europei: «La Commissione europea Dg Regio - ha annunciato il segretario generale del ministero, Antonia Pasqua Recchia - ha comunicato mercoledì lesito positivo della valutazione sulla finanziabilità del Grande progetto Pompei. È stata velocemente completata la complessa procedura tecnica culminata nella presentazione (lo scorso 25 novembre) del Progetto e di tutte le analisi finanziarie ed economiche richieste dalla Commissione Europea». I tempi si possono accelerare, sostiene il segretario generale: «Nei primi mesi del 2012 partiranno gli interventi di diagnosi delle insulae e di mitigazione del rischio idrogeologico. I primi interventi di restauro e messa in sicurezza (39 progetti per 47 milioni) saranno messi a bando nei primi mesi del 2012 ed i cantieri avviati entro la prima metà dellanno. Le gare per gli altri cantieri (per 38 milioni di euro) - conclude Pasqua Recchia - potranno essere realizzate secondo una previsione prudenziale entro i mesi di settembre-ottobre del prossimo anno». Ancora tutto troppo complicato secondo Giulia Rodano (Idv): «Sarebbe lora di programmare un intervento ordinario, almeno triennale. Invece si annunciano interventi derivanti sempre dallo stesso intervento straordinario con fondi europei». Critiche anche da Luisa Bossa («Questa volta non è neppure colpa della pioggia») e Antonio Irlando dellOsservatorio patrimonio culturale. (s. cer.)