NEMMENO Kafka è arrivato a immaginare una storia così visionaria. Eppure si tratta semplicemente della realtà. Per un cavillo Roma rimane senza soprintendente archeologico. La questione è semplice: la legge che avrebbe consentito all'attuale soprintendente Adriano La Regina di rimanere in servizio fino a 70 anni non ha copertura finanziaria. E così La Regina, e tutti gli altri dirigenti statali nelle stesse condizioni, tra cui Umberto Vattani, segretario generale del ministero degli Esteri, non avranno possibilità di rimanere in servizio. Alla fine di dicembre sembrava solo questione di minuti: Adriano La Regina era stato riconfermato dal ministro dei Beni culturali Urbani alla guida della Soprintendenza più prestigiosa del Belpaese. Ma è arrivata la sorpresa: la Corte dei conti ha informato gli uffici che la legge per la proroga del pensionamento dei dirigenti statali non aveva finanziamenti. Così il posto più rilevante per ogni città d'arte (e altri di eguale importanza in altri settori della macchina amministrativa) è rimasto vacante. E la città eterna, di fatto, è senza un responsabile che possa tutelare l'immenso patrimonio artistico. Dal canto suo, La Regina non ha voluto ancora commentare. Lui che da 28 anni guida la Soprintendenza archeologica senza guardare in faccia nessuno. Ha detto no a tantissimi progetti urbanistici. Dai grattacieli di Renzo Piano che il sindaco Franco Carraro voleva costruire in un popolare quartiere della capitale al sottopasso di Castel Sant'Angelo, che nel piano dell'allora primo cittadino Francesco Rutelli doveva essere più grande. Il suo rigore gli è valso, in quasi tre decenni di attività, epiteti vari: da «Signor No» a «Il sindaco», soprannome affibbiato gli sotto le giunte Rutelli. Tra i nomignoli c'è stato anche l'«Uomo chiamato cavillo». E ora, proprio per un cavillo, il soprintendente potrebbe andare in pensione. In un momento, tra l'altro, in cui non c'è un sostituto appetibile. Lasciando orfana di soprintendente archeologico Roma, «la città più bella del mondo», «il museo all'aperto», «la caput mundi». Sembra una barzelletta ma non lo è. Sulla vicenda non mancano le reazioni. Il ministero della Funzione Pubblica precisa l'estraneità ai fatti: «Le notizie circolate sulla presunta circolare Baccini (in realtà una direttiva applicativa del ministero della Funzione Pubblica, già in vigore e connessa alla finanziaria) sono del tutto prive di fondamento». La mancata proroga del pensionamento di La Regina è, secondo il ministero della Funzione Pubblica, conseguenza della legge finanziaria del 2005. Il sindaco di Roma, Walter Veltroni, si augura «che si risolva presto la questione del soprintendente Adriano La Regina» e Italia Nostra, l'associazione per la tutela del patrimonio artistico e ambientale, segue la vicenda «con preoccupazione». «Nel corso degli anni La Regina ha dimostrato competenza e capacità di dire no tutte le volte che il patrimonio archeologico di Roma veniva messo in pericolo da disastrosi progetti edilizi - dicono dall'associazione - Se la questione del "vuoto" al vertice della Soprintendenza è soltanto un disguido tecnico-legislativo dovuto a problemi di bilancio, Italia Nostra si augura che la faccenda sia risolta in fretta e che Adriano La Regina possa tornare al suo posto». Il direttore della Soprintendenza per i Beni Culturali, Luciano Marchetti, commenta: «Mi dispiace. Il ministero per i Beni Culturali perde un funzionario di grande valore scientifico e amministrativo: è davvero una grave perdita. Mi auguro che, ammesso che non si trovi una soluzione perché possa rimanere, ci sia almeno la possibilità che il ministro Urbani gli dia un incarico come consulente, perché il bagaglio della sua esperienza non vada perduto e, se non può operare nei ruoli, possa almeno collaborare dall'esterno».
I tesori di Roma restano senza custode
La Soprintendenza archeologica di Roma rimane senza un dirigente statale, Adriano La Regina, a causa della mancata proroga del pensionamento prevista dalla legge finanziaria del 2005. La Regina, che ha guidato la Soprintendenza per 28 anni, non ha voluto commentare la notizia. Il ministero della Funzione Pubblica ha confermato che la notizia è vera e che la mancata proroga del pensionamento è dovuta alla legge finanziaria del 2005. La città di Roma è orfana di un dirigente importante, che ha dimostrato competenza e capacità di dire no alle proposte di progetti edilizi dannosi. L'associazione Italia Nostra si augura che la questione venga risolta presto e che La Regina possa tornare al suo posto.
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