Alla fine degli anni Ottanta il Provveditorato alle opere marittime decise di realizzare lungo via Caracciolo lattuale massiccia scogliera addossata al pregevole muro parabolico frangiflutti in piperno grigio, la mirabile opera architettonica (1880) che protegge il suggestivo e celebrato lungomare di Napoli. Italia Nostra si oppose a tale realizzazione, che veniva motivata per la difesa dalle mareggiate, in quanto, al contrario, gli esperti assicuravano la maggiore funzionalità delle scogliere a distanza e per di più soffolte (sotto il pelo dellacqua) e quindi non invasive. Lopposizione dellAssociazione era fondata non solo sul piano della tutela paesaggistica, naturale e architettonica, ma perché in quegli stessi anni erano piovuti sulla città inconsulti progetti (per fortuna sventati) che prevedevano tunnel a mare oppure ampliamenti di via Caracciolo e di via Partenope. E per questi ultimi la grande e lunga scogliera appariva quanto mai funzionale. Questa premessa era necessaria perché si presenta oggi la possibilità di "utilizzare" loccasione dellAmericas Cup sul lungomare di via Caracciolo per porre parziale rimedio al descritto guasto dellattuale scogliera, ripristinando per oltre 200 metri la lettura del muro parabolico e avviando altresì in tal modo il ripristino della linea di costa, prevista dal Piano regolatore da Bagnoli a San Giovanni a Teduccio: uno degli obiettivi assunto come irrinunciabile nella politica urbanistica del sindaco de Magistris. Infatti la prevista, necessaria realizzazione di due nuovi tratti di scogliera (che dovrà essere soffolta) a protezione delle imbarcazioni impegnate per lAmericas Cup, in allungamento del tratto prospiciente la Rotonda Diaz a largo di via Caracciolo, offre lopportunità di rimuovere la corrispondente invasiva scogliera. Peraltro il finanziamento stanziato per levento delle regate consentirà il completamento del restauro della Casina del boschetto - arenatosi per mancanza di fondi - in cui avverrà la presentazione delle gare. Comprenderà inoltre lammodernamento dellimpianto di illuminazione e il rifacimento del pavimento della Villa comunale, nonché un intervento straordinario di manutenzione del suo parco arboreo. Quindi il trasferimento delle attività sportive per le gare dellAmericas Cup può costituire una occasione per la riqualificazione del lungomare della città. Chiediamo infine al sindaco de Magistris, al soprintendente ai Beni architettonici, Gizzi, e allassessore allUrbanistica, De Falco, di ripensare altresì in questa occasione un sistema di viabilità definitiva sul lungomare che permetta ai napoletani di riguadagnare il rapporto che la Villa aveva con il mare privilegiando una parziale pedonalizzazione di via Caracciolo. Lautore è presidente di Italia Nostra sezione di Napoli