Cede un pilastro del pergolato probabilmente per la pioggia. Carandini: ci saranno altri cedimenti Pompei, alla casa di Loreio Tiburtino già destinati i fondi per i lavori POMPEI (Napoli) Questa volta è toccato alla Domus di Loreio Tiburtino. Ad un pilastro del pergolato esterno, per la precisione, quello che si affaccia sul giardino maestoso e imperiale, nel pieno centro della città antica di Pompei, ad un passo dall'Anfiteatro. E venuto giù ieri, il pilastro, ed era mattina, e non è un dettaglio per una Domus che, tra le altre, è aperta alle visite del pubblico. La Domus di Octavius Quartio, detta di Loreio Tiburtino, è tra le più belle e importanti degli scavi di Pompei. Conserva un impianto originario e anche quello splendido giardino immerso tra verde e specchi d'acqua. L'area del crollo ieri è stata sequestrata, i carabinieri stanno indagando le cause. Ma questa volta sarà difficile trovare spiegazioni a quello che appare come un crollo annunciato. Sono anni, infatti, che la Domus di Loreio Tiburtino è stata inserita nella lista delle case che avevano bisogno di restauri e di supporti. Da quando è cominciata la gestione commissariale negli scavi, perlomeno. Era il 2008 quando l'allora commissario Renato Profili stanziò quasi 460 mila euro per il restauro degli apparati decorativi. Non ci fu mai il bando per quella gara. Nel luglio 2010, però, la soprintendenza si lanciò in un annuncio ben più decisivo: 3 milioni e mezzo di euro per il restauro di sette Domus importanti, quella di Loreio Tiburtino in prima linea, deciso dall'altro commissario, Marcello Fiori. A fine luglio sarebbero dovute partire le gare. A settembre i lavori. Ieri mattina il crollo. E la soprintendente Teresa Elena Cinquantaquattro che si affannava a dire che «il pilastro non era portante né decorativo», che «l'area è stata scavata negli anni Cinquanta da Amedeo Maiuri, poi ha avuto restauri negli anni Ottanta e da allora più nulla, i lavori del commissariamento non hanno interessato questa parte». Non l'hanno interessata, ma era stato deciso di sì. E anche con urgenza. Ma nulla di fatto. E Pompei continua a sbriciolarsi. E il terzo crollo di quest'anno. E il più importante dopo quello della Schola Armaturarum, del 6 novembre 2010. «Un crollo che non stupisce, anzi. Mi stupisco che non sia successo di peggio», commenta Andrea Carandini, presidente del Consiglio superiore Beni culturali. E annuncia: «L'allarme non è affatto concluso, ci saranno altri crolli». Il neoministro dei Beni Culturali, Lorenzo Ornaghi, ha fatto sapere che per attivare i 105 milioni di euro stanziati per i restauri degli scavi di Pompei dall'Unione Europea bisognerà aspettare l'autunno prossimo. Ci sono gare d'appalto da fare, di tipo europeo, appunto. E nel frattempo? «Il degrado va fermato subito impegnando squadre per la manutenzione ordinaria», implora Antonio Irlando, responsabile dell'Osservatorio patrimonio culturale. E aggiunge: «Gli interventi straordinari sono molto spesso tardivi. E la domanda che in tanti si fanno è: di chi è la responsabilità del vergognoso stato di conservazione di Pompei?». Anche l'Associazione nazionale archeologi lancia un grido di allarme per gli scavi che tutto il mondo ci invidia e che sono patrimonio dell'Umanità per l'Unesco: «Continueremo ancora per molto a pagare gli errori prodotti dal lungo commissariamento degli scavi. L'unica possibile cura per salvare la città romana sono assunzioni subito». - 3,5 milioni di euro furono destinati al restauro di sette Domus tra cui quella di Loreio Tiburtino I precedenti 1 La Schola Il 6 novembre 2010 nella città antica di Pompei, sulla via dell'Abbondanza, crolla la Schola Armaturarum, la scuola dei gladiatori, restaurata nel 1947 2 Il Moralista Il 30 novembre del 2010 cede il muro perimetrale che circonda la Casa del Moralista, situata a una ventina di metri dalla Casa dei gladiatori. Il lupanare Il primo dicembre 2010, in via Stabiana, crolla una parete di accesso a un ambiente della vicina casa del «lupanare piccolo», chiusa al pubblico.