Da qualche giorno nella Cappella Sistina si notano dei tubi neri volanti, un po' inquietanti, penzolare qui e là. Chi alza il naso per ammirare la Creazione o il Giudizio Universale viene inevitabilmente catturato da quelle presenze aliene, come le chiama il direttore dei Musei Vaticani, Antonio Paolucci, che però si affretta a rassicurare. Si tratta di «occhi» hi-tech installati per effettuare un monitoraggio sulla polvere che è nell'aria, dato che l'affresco più famoso del mondo è sottoposto a grande stress. Uno stress causato del continuo via vai di visitatori. Altri tubi, invece, sono stati collocati nel senso dell'altezza dei murali quattrocenteschi, all'incirca dove si trovano i cornicioni. Al loro interno supportano attrezzature elettroniche, sensori raffinati e monitor sofisticati. In tutto sono 36 le postazioni alloggiate nei tubi volanti e 14 quelle fisse nei cornicioni. «La Cappella Sistina è sotto stretta osservazione scientifica», spiega Paolucci in un lungo e dettagliato intervento pubblicato dall'Osservatore Romano, aggiungendo che la cosiddetta «spolveratura» delle superfici dipinte effettuata dai restauratori d'Oltretevere nel 2010 è servita a documentare l'alta percentuale di «particolato atmosferico». Se continuasse a depositarsi finirebbe, col tempo, per smorzare i colori. Ciò che si vuole limitare, dunque, è proprio il rischio si «innescare sugli affreschi reazioni chimiche indesiderate». Niente di irrimediabile, ne allarmistico ma la Sistina è talmente preziosa che non potevano non scattare piani di prevenzione. Innanzitutto ammodernando l'attuale impianto di condizionamento e di depurazione dell'aria che, a suo tempo, era stato installato nel 1983. «Da allora ad oggi la tecnologia relativa al condizionamento ha fatto passi da gigante, è molto più avanzata. Trovo sia lungimirante che i Musei Vaticano si stiano dotando di questi macchinari», commenta lo storico dell'arte Sandro Barbagallo. Alcuni mesi fa è stata costituita una commissione formata da tecnici interni al Vaticano coadiuvati anche da tecnici esterni, proprio per affrontare la delicata questione. Nel frattempo le 36 postazioni alloggiate sui tubi volanti, insieme alle 14 postazioni fisse semi-nascoste dai cornicioni delle pareti stanno raccogliendo un numero impressionante di dati che vanno ad aggiungersi al dossier per completarlo. Variazioni della temperatura e dell'umidità relativa alle varie quote d'altezza, e poi le temperature delle superfici affrescate, i livelli e la natura chimica delle polveri che vi si depositano col tempo, la concentrazione di anidride carbonica emessa dal respiro dei visitatori. Un flusso continuo che in un ambiente chiuso e delicato come quello incide moltissimo. Paolucci informa, inoltre, che proprio per questo sono state installate «termo-camere conta persone su ogni varco, e cioè sulla porta d'ingresso e sulle due porte d'uscita». Chi arriva in Vaticano per vedere i Musei e la Sistina tende a tornare anche due volte nella cappella michelangiolesca. «È lei la vera attrazione fatale, l'oggetto del desiderio. Ci si aspetterebbe che i visitatori della Sistina fossero tanti quanti quelli che varcano la soglia dei Musei, e invece no. Sono di più». Interessante l'analisi sociologica che ne deriva. Significa che i turisti tendono a tornare indietro per ammirarla un'ultima volta prima di lasciare il palazzo apostolico. «Questo ci fa capire quanto sia impraticabile e forse anche inopportuna l'istituzione del numero chiuso. La Cappella Sistina non è solo un luogo d'arte universale, ma è molto di più. E lo spazio identitario della Chiesa, è catechismo in figura».
Occhi alieni per la Cappella Sistina. 50 sensori la salveranno dalla polvere
La Cappella Sistina è stata dotata di tubi neri volanti per monitorare la polvere nell'aria e prevenire danni agli affreschi. I tubi sono stati installati per effettuare un monitoraggio sulla polvere e sulla temperatura e dell'umidità relativa alle varie quote d'altezza. La Cappella Sistina è sotto stretta osservazione scientifica e sono state installate termo-camere conta persone su ogni varco per monitorare il flusso di visitatori. I dati raccolti saranno utilizzati per documentare l'alta percentuale di particolato atmosferico e prevenire danni agli affreschi. La Cappella Sistina è stata ammodernata con un nuovo impianto di condizionamento e depurazione dell'aria.
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