Per installare ormeggi e strutture mobili sarà necessario il parere favorevole di Ornaghi. La nave dell'Acea arriverà a Napoli dopo l'ok ufficiale Il soprintendente Gizzi: occorre il via libera del ministro NAPOLI Ieri mattina, nell'interminabile partita dell'America's Cup a Napoli, sulla scacchiera erano in movimento tutti i «pezzi». A Palazzo Partanna si è svolta la prevista assemblea dell'Acn che ha ratificato la decisione di tenere regate ed eventi in via Caracciolo. In consiglio comunale il vicesindaco Tommaso Sodano, considerate le difficoltà su Bagnoli, ha comunicato: «Abbiamo optato su una soluzione molto apprezzata dagli americani, che sono qui oggi. Si sta chiudendo in queste ore l'accordo e la nave degli americani con l'attrezzatura sta arrivando al porto di Napoli». La delegazione dell'Acea contemporaneamente stava effettuando un nuovo sopralluogo sul lungomare, in particolare destinato ad affrontare il problema viabilità, non solo in vista dell'evento in se stesso, ma anche per l'accesso all'area dei veicoli che dovranno trasportare le attrezzature e le strutture da montare. Il gruppetto capitanato dal responsabile della logistica Peter Ansell è stato anche al Circolo del Tennis, che ha messo a disposizione la propria sede per gli eventi e che forse ospiterà il «media center» e il «ristorante vip». Negli stessi giorni, nella settimana di Pasqua del 2012, è già in programma il Torneo internazionale di Tennis di Napoli, che dovrebbe essere posticipato al 21 aprile, data da concordare con l'Atp. Il Castel dell'Ovo, inizialmente indicato come base dei giornalisti, in questo caso potrebbe ospitare una sorta di tribuna vip: l'ipotesi è già stata messa in pratica in passato con successo, per esempio nel 2001, in occasione del centenario del Club Nautico, che in collaborazione con il Comune di Napoli organizzò il Campionato italiano assoluto di vela d'altura utilizzando le terrazze del Castel dell'Ovo per la serata di gala e per le dirette televisive della Rai negli ultimi quattro giorni di regata. La nave degli americani, in arrivo da San Diego con il suo carico di catamarani, imbarcazioni di supporto, gru e strutture mobili per il «village», invece, ieri era nel porto di Valencia. Il manager Richard Worth ha stabilito che salperà per Napoli soltanto quando ogni problema burocratico sarà superato. Già, perché di ostacoli nel frattempo ne è spuntato un altro. Il soprintendente Stefano Gizzi ha infatti verificato che per dare il via libera al prolungamento della scogliera davanti alla Rotonda Diaz per circa 50 metri in direzione di Mergellina e altrettanti verso la «Colonna spezzata» e per consentire l'installazione dei due piccoli pontili mobili e delle boe in mare e dei gazebo sulla sede stradale occorre superare un vincolo posto nel 2005 dalla Direzione regionale per i Beni culturali e paesaggistici della Campania, della quale era responsabile Stefano De Caro. Un vincolo articolato e stringente, secondo il quale non sarebbe possibile installare alcunché, né in mare né a terra, nel tratto di costa e di strada deputato ad ospitare gli eventi di Coppa America. «Sono vietati spiega tra l'altro il testo ormeggi stagionali, passerelle, pontili, boe fisse e simili in acqua, finalizzati all'ormeggio dei natanti, nonché tavolati, passerelle ed attrezzature da spiaggia al di sopra delle scogliere; piattaforme in cemento armato o in muratura; baracche eo prefabbricati». Ma i divieti contenuti nel decreto 171 sono insormontabili? «Vedremo, nella vita tutto si può fare», esclama Gizzi, che non si professa pessimista e tuttavia non si sbilancia, sottolineando la necessità di muoversi con prudenza: «Si tratta di installazioni temporanee, però le limitazioni sono state imposte da un ente regionale, quindi la Soprintendenza di Napoli e provincia non può superarle. Occorrerà chiedere e ottenere il parere favorevole del ministero. Ma il primo passo è analizzare i progetti dettagliati, quando li avremo ricevuti». Immediatamente dopo, la Soprintendenza o il Comune interpelleranno formalmente il ministero. Cosicché se per Bagnoli la mossa decisiva era nelle mani prima di Stefania Prestigiacomo e poi di Corrado Clini, responsabili dell'Ambiente che non l'hanno mai effettuata, per il lungomare tocca al nuovo ministro della Cultura. Quando Lorenzo Ornaghi si sarà pronunciato, la «Hr Constitution» riprenderà il mare per coprire gli ultimi 1.250 chilometri che la separano da Napoli, per percorrere in senso inverso la rotta dalla città iberica al Golfo emblematicamente, dopo il flop del 2003 a tutto vantaggio di Valencia e mettere a tacere definitivamente le voci preoccupate che ieri circolavano negli ambienti velistici spagnoli. Nel frattempo, sarà completato il piano che porterà i catamarani super-veloci a inseguirsi a cinquanta metri da via Caracciolo sotto gli occhi dei napoletani e delle migliaia di turisti attesi dagli operatori, per i quali la Pasqua 2012 potrebbe segnare un punto di svolta, uno scacco alla crisi nella quale Napoli è precipitata con l'emergenza rifiuti del 2008 e dalla quale non è più uscita.