E poi c'è «la città da non costruire», gli spazi verdi da tutelare e valorizzare. E' il sistema agricolo ambientale che la proposta di piano regolatore della Giunta Stancanelli considera una vera e propria infrastruttura da incrementare in modo notevole anche perché la nostra città ne è particolarmente sprovvista. La normativa vigente fissa i cosiddetti standard urbanistici, cioè la dote di strutture e di servizi su cui ogni cittadino deve potere contare fissata in 18 metri quadrati per abitante così suddivisi per destinazione d'uso: 9 per verde pubblico, 4,5 per scuole, 2 per strutture di interesse comune (uffici, centri di quartiere, poste, chiese...) e 2,5 per parcheggi. Oggi a Catania la dotazione per abitante è la metà di quanto previsto per legge. La proposta di piano si prefigge di colmare questo deficit non solo per il presente, cioè per i 298.000 catanesi censiti nel 2010, ma anche per il domani con una previsione di eventuali nuovi 40.000 abitanti. In questa prospettiva il verde sarà quadruplicato rispetto all'attuale dotazione attraverso il sistema dei parchi, le zone agricole e le aree a verde all'interno dei quartieri. Non ci pensiamo mai, ma Catania ha un vasto territorio agricolo nella zona a sud alla Piana e nell'area dell'Oasi del Simeto. Per i terreni agricoli il piano mantiene questa destinazione d'uso, ma offre la possibilità di utilizzarlo per molte funzioni a fini turistici e naturalistici e questo nell'ottica di evitarne l'abbandono. Anche per le aree verdi all'esterno di San Giovanni Galermo, a differenza della proposta Scapagnini, è stata confermata la destinazione agricola con un minimo di edificabilità soltanto dove necessario per ridefinire gli ambiti. Sarà potenziato il sistema dei parchi con la realizzazione di quello di Monte Po e di un parco fluviale sul Simeto corredato di percorsi pedonali e ciclabili. Anche in questo caso il terreno viene tutelato e si dice no ad ulteriore cementificazione. In questa prospettiva, come ha spiegato il prof. Paolo La Greca, la città dovrebbe avere una nuova rete ecologica formata da nodi principali, cioè le riserve già istituite, i nuovi parchi territoriali alla Piana, a Monte Po, a Leucatia, e le aree agricole; da nodi secondari, le aree di verde pubblico che esistono nel tessuto costruito e quelle che verranno realizzate con il meccanismo della perequazione diffusa; e gli elementi di connessione, cioè la rinaturazione degli assi viari esistenti, che saranno utilizzati anche come rete di mobilità dolce (piste pedonali e ciclabili), la previsione di verde lineare lungo le strade future e le aree verdi private già esistenti. Tutto questo contribuirà a migliorare la qualità della vita dei cittadini, a salvaguardare le aree agricole residuali lungo i confini della città, a mitigare gli eccessi di caldo e a rendere più permeabile il suolo difendendolo dagli allagamenti. P. L. 22122011
SICILIA - le politiche per valorizzare la città da non costruire
La Giunta Stancanelli ha proposto un piano regolatore per Catania che prevede di colmare il deficit di spazi verdi e agricoli nella città. Il piano mantiene la destinazione d'uso agricola per i terreni agricoli e offre la possibilità di utilizzarli per funzioni turistico-naturalistiche. Saranno potenziati i parchi e si creeranno nuovi parchi territoriali e aree agricole. Il piano prevede anche la realizzazione di una rete ecologica con nodi principali (riserve, parchi, aree agricole) e nodi secondari (verde pubblico, aree private) e la rinaturazione degli assi viari esistenti.
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