Continua la battaglia per arginare il degrado nella storica piazza. I commercianti tornano a minacciare la serrata e chiedono una proroga per le stufe I residenti contro linvasione di tavolini e dehors: "Intervenga Ornaghi" Si appellano al ministro per i Beni culturali Lorenzo Ornaghi i comitati di cittadini del centro storico che scendono in campo a fianco del presidente del I municipio Orlando Corsetti contro i dehors e tavolini selvaggi. E hanno già pronte altre quattro mosse, tra cui un esposto alla Asl, per continuare la battaglia contro il degrado nelle piazze storiche della città. Dallaltro lato vanno avanti le proteste dei ristoratori del Pantheon che chiedono al sindaco Alemanno una proroga fino a primavera allordinanza che vieta i funghi riscaldatori e si dicono pronti a scioperare, sostenuti anche dai commercianti di piazza Navona e piazza delle Coppelle. È pronta la mobilitazione dei residenti. Loperazione anti-tavolino selvaggio è stata messa a punto nei minimi dettagli. Così dopo gli interventi del Municipio I, ora anche i comitati di cittadini del centro storico scendono in campo a difesa del decoro della città. E lo fanno in cinque mosse. Hanno scritto una lettera al neo ministro per i Beni culturali, Lorenzo Ornaghi affinché "intervenga a tutela del centro storico di Roma visto che il Comune non vuole o non può intervenire, bloccato dalle pressione politiche delle lobby delle associazioni di categoria", spiegano dal Coordinamento residenti del centro storico. Due. Hanno inviato un esposto alla Asl per i funghi riscaldatori perché "le stufe a gas di quel tipo oltre ad essere state vietate dalla Soprintendenza sono pericolose per la sicurezza e lincolumità pubblica sottolinea il comitato - I vigili del fuoco lo hanno confermato e quindi chiederemo lintervento della Asl, oltre che per i funghi, anche per i teloni che non sono ignifughi e quindi aumentano i rischi di incendio". Non sono ancora realtà, ma presto potrebbero arrivare delle denunce in Procura per lassessore al Commercio, Davide Bordoni per abuso od omissione datti dufficio "se continuano ad interferire illegittimamente con le rimozioni in atto o a boicottare loperato del Municipio, negando uomini e mezzi", spiega il Coordinamento. Da gennaio partirà la raccolta firme per la presentazione della delibera di iniziativa popolare sulla riforma del regolamento occupazioni di suolo pubblico. E sempre con il nuovo anno sono pronte azioni legali su piazza Navona. «È passato un anno dice Roberto Tomassi - il nuovo piano tanto decantato dal delegato per il centro storico, Dino Gasperini, non cè e comunque non vengono rispettate le regole di tutela di una delle piazze più famose del mondo». Municipio e cittadini, dunque, fianco a fianco nella lotta allabusivismo. Anche Italia Nostra dà il suo appoggio. Lassociazione ambientalista si appella alle Soprintendenze: «Escano dal loro silenzio, intervengano e non permettano più linvasione abusiva di gazebo, pedane e stufe nelle piazze e in tutti gli slarghi e vicoli del centro storico diventato ormai una vera e propria kasba». Il Pd sostiene il minisindaco di via Petroselli, Orlando Corsetti, ma gli chiede di tornare sui suoi passi: «Condividiamo questa battaglia per la legalità e il decoro e ci associamo nel chiedere ad Alemanno e Bordoni di accogliere la legittima richiesta di chiarezza e risorse avanzata dal I Municipio dice Marco Miccoli, segretario romano del Pd - Ci rivolgiamo però a Corsetti per chiedergli di ritirare immediatamente le dimissioni e poter così riprendere unazione serrata sul territorio e il completamento al più presto la votazione in Consiglio di tutti e 137 i piani di massima occupabilità previsti». La maggioranza in Campidoglio è meno drastica nei confronti dei commercianti. «È nostra ferma intenzione combattere labusivismo commerciale ma questo non significa dover puntare il dito su una categoria e penalizzarla, per giunta in un momento di difficile congiuntura economica, considerandola lunica colpevole del degrado cittadino afferma lassessore Bordoni - Il "tavolo" di concertazione serve ad aprire un confronto poiché gli esercenti, nel corso degli anni, sono rimasti disorientati nei confronti del cambio di rotta sul fronte delle autorizzazioni per le occupazioni di suolo pubblico».