Marta Vincenzi, messaggio al Pd Il lavoro, il lavoro, il lavoro. Per dieci volte, il lavoro. Con una lettera (inviata al Pd) molto lunga e articolata, con alcune righe pesantemente autocritiche, Marta Vincenzi (che firma, semplicemente, "Marta") spiega non solo perché si ricandida a sindaco (il che era noto), ma anche perché lo fa nonostante lalluvione potesse "mettere a rischio il nostro Partito e il centro sinistra a Genova". Si chiede e chiede al Pd: «Londata di rabbia che colpisce unAmministrazione in carica e il primo cittadino dopo un evento luttuoso di tale portata può essere recuperata politicamente?». In quel momento, ragiona la Vincenzi, ho pensato che fosse giusto un passo indietro, per lasciare spazio «ad uno sguardo nuovo, più simile ai tanti che ho visto mentre i volontari spalavano fango». Nessuno dei giovani ha fatto passi avanti e così ho deciso («a chi ha responsabilità pubbliche è giusto chiedere di non lasciarsi sopraffare dalla sofferenza»): io sono quella che ha fatto i Piani di bacino e un Piano urbanistico contro la cementificazione - dice la Vincenzi - e quindi, ed è la frase-chiave della lettera, "so di essere allaltezza" del compito. Quindi lelenco delle cose fatte da questa giunta (collegamenti infrastrutturali, meno debiti, Puc, politica abitativa, sociale) e quelle da fare, condensate in una parola: "Lavoro". La Vincenzi la declina in dieci modi diversi, e cerca di darle concretezza, «senza fare promesse campate in aria ma ricercando su questo approccio le alleanze e la buona volontà di quanti amano Genova». Non una parola sul derby con la Pinotti, non una sul Pd. E una nota autocritica: «In questi anni abbiamo fatto scelte difficili, non siamo riusciti a suscitare disponibilità ed entusiasmi: parte dellopinione pubblica è rimasta interdetta o distante» ma abbiamo «gettato le basi concrete per raccogliere il meglio nei prossimi cinque anni». E proprio ieri sera lassemblea del Pd ha certificato le due candidature per il partito, in vista delle Primarie. "Serviva un nome nuovo, sapete cosa è accaduto Ecco perché mi candido" "Ho sofferto molto, ma non mi lascio sopraffare" "Lopionione pubblica è rimasta interdetta, ma abbiamo gettato le basi per raccogliere il meglio nei prossimi anni" Era accaduto un fatto enorme. Mi dicevo: riscriviamo insieme un nuovo patto per la città e sgombriamo il campo dalle responsabilità presenti e passate che chiunque abbia avuto una storia di impegno politico protratto negli anni non può non considerare anche sue. Non estraiamo un nome nuovo in base ai sondaggi o ai calcoli di partito. Ripuliamo piuttosto il dibattito dalle alternative e dai compromessi a cui ci siamo dovuti spesso piegare anche governando al meglio questa città... Pensavo fosse necessario uno sguardo nuovo, più simile ai tanti che ho visto mentre i volontari spalavano il fango, liberi di accusare senza dover giustificare. Come sapete ciò non e accaduto. Allora ho deciso. A chi ha responsabilità pubbliche è giusto chiedere di essere forte e non lasciarsi sopraffare dalla sofferenza. Lo farò. A un amministratore che nella sua storia politica annovera lapprovazione dei Piani di bacino e un Piano urbanistico contro la cementificazione è possibile chiedere di rappresentare ancora le ragioni di una politica consapevole del cambiamento necessario per affrontare il futuro. So di esserne allaltezza. Anche se e inconsueto per un sindaco al primo mandato misurarsi con le primarie, credo sia giusto far esprimere direttamente i nostri elettori. Negli anni del mio mandato, infatti, abbiamo fatto scelte difficili e non siamo riusciti a suscitare intorno allazione di governo disponibilità ed entusiasmi che potessero accompagnare, correggere e interpretare la durezza del rigore imposto dalla mancanza di risorse e voluto come scelta di responsabilità. Il risultato è stato che anche intorno alle scelte strategiche molta parte dellopinione pubblica e rimasta interdetta o distante (...) Tuttavia io penso davvero che abbiamo gettato le basi concrete e solide per raccogliere il meglio nei prossimi cinque anni. La città si è sbloccata nei suoi collegamenti infrastrutturali, precondizione per rilanciare Genova e il suo porto come nodo di rete europeo, e i finanziamenti che abbiamo attratto grazie alla qualità dei nostri progetti e laffidabilità della nostra politica sono lunica occasione concreta di lavoro e occupazione che oggi può rasserenare lorizzonte. La città si è inventata il futuro aderendo con ampiezza nelle sue articolazioni economiche, di ricerca e produttive alla grande sfida europea di Smart city (...) La città ha smesso di indebitarsi e non ha fatto venir meno le reti di solidarietà verso i più deboli. Il programma politico che può rafforzare tali premesse parte oggi da una priorità assoluta: il lavoro. In nome di un sistema urbano che faccia proprio e sviluppi lintegrazione tra innovazione, ambiente e territorio, rafforzi la vitalità dellhigh tech concentrato sulle filiere elettronica, informatica, di automazione e robotica, difenda e rilanci il manifatturiero, consideri energia e trasporti assi strategici per lindustria pubblica del nostro Paese e vitali per Genova, sviluppi il sistema logistico. Il lavoro, in nome di uneconomia locale multifunzionale che riconosca la centralità dei servizi alla persona (...) Il lavoro in nome della difesa, dellintegrazione degli squilibri sociali, in nome di un equilibrio sostenibile tra le necessarie garanzie dei dipendenti pubblici e le risorse pubbliche in via di esaurimento che non metta a rischio laccesso ai servizi da parte dei cittadini, in nome della legalità e trasparenza negli appalti, in nome dellintegrazione degli immigrati. Il lavoro, in nome dei servizi che dobbiamo difendere, in nome della coesione sociale, in nome di un ecosistema urbano dove lo sviluppo economico sia il risultato dellintegrazione di tutto questo. Questo e ciò per cui vorrei impegnarmi ancora, convinta di poter guardare avanti con voi. Senza fare promesse campate in aria ma ricercando su questo approccio le alleanze e la buona volontà di quanti amano Genova e possono convincersi che il futuro è entrato già in noi, prima che sia accaduto. E può accadere.
LIGURIA E PAESAGGIO - Il sindaco scrive al partito per spiegare il suo sì alla sfida delle primarie
Marta Vincenzi, un'esperta di pianificazione e urbanistica, ha inviato una lettera al Partito Democratico (Pd) in cui si ricandida per la carica di sindaco di Genova. La lettera, che è stata pubblicata sul sito del quotidiano La Repubblica, esprime la sua disponibilità a ricandidarsi nonostante l'alluvione che ha colpito la città e le critiche che ha ricevuto per il suo mandato precedente. Vincenzi afferma di essere "all'altezza" del compito e di aver fatto scelte difficili durante il suo mandato, ma di aver gettato le basi concrete per un futuro migliore.
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