È giunto il sospirato lieto fine per la vicenda che riguarda il futuro assetto istituzionale del Macro. A partire da ieri, il Museo darte contemporanea di Roma è una fondazione e non più un polo museale. La trasformazione è stata sancita da una delibera della giunta capitolina che ha approvato la proposta di Dino Gasperini, assessore alle Politiche Culturali del Campidoglio. Grazie a questa metamorfosi in istituzione non più a partecipazione esclusivamente statale, il Macro si configura come una struttura finanziariamente autonoma: nelle casse della neonata fondazione entreranno fondi per 6 milioni di euro per la gestione ordinaria e 2 milioni di euro per la programmazione. (giuseppe serao)