Gli studenti, assunti come co.co.pro, hanno accompagnato finora quasi duemila visitatori Il direttore Levra: "Lanno delle celebrazioni si chiuderà con la cifra record di 200mila biglietti strappati" "Faremo fronte al fisiologico calo affittando le sale alle aziende per i loro meeting e con un merchandising di qualità" «Siamo stati fortunati, siamo arrivati proprio al momento giusto». Detto da un gruppo di universitari nellItalia contemporanea dei giovani indignati, ha dellincredibile. Eppure così la pensano i dieci specializzandi della facoltà di Storia assunti come «co.co.pro.» al Museo del Risorgimento al termine del tirocinio promosso dal servizio di Job Placement dellAteneo. Proprio il momento ideale, il 2011, per questi dieci superesperti in storia risorgimentale, capaci di far comprendere ai visitatori le pieghe più complesse e oscure del processo di formazione dellunità nazionale, entrati nel mondo del lavoro grazie anche al successo di Italia 150. Selezionati mediante concorso tra 50 candidati, sono stati reclutati con la mansione di accompagnatori esperti e regolarizzati con un contratto di collaborazione nellambito dei servizi educativi e della didattica. «Non avremmo mai pensato che la materia dei nostri studi potesse diventare anche il centro del nostro lavoro», commentano i ragazzi. La laureata in filosofia del film di Virzì Tutta la vita davanti, precaria al call center, non aveva avuto le stesse chance. «Il progetto è il coronamento di una sinergia condotta assieme allUniversità che sta dando i suoi frutti - dice il presidente del Museo del Risorgimento, Umberto Levra - È arrivata nel momento di massimo gradimento del Museo, nellanno delle celebrazioni che si chiuderà con la cifra record di 200mila visitatori». Gli studenti durante il tirocinio hanno già guidato oltre 1.600 gruppi, adattando le spiegazioni alle varie età del pubblico. «Hanno imparato a comunicare le nozioni apprese nel corso dei loro studi e qualche rudimento di psicologia - sottolinea Sergio Roda, prorettore dellUniversità di Torino - Quella offerta dal Museo del Risorgimento rappresenta unoccasione di formazione di operatori culturali altamente qualificati ma anche un esempio di come la cultura possa produrre occupazione. Il progetto, che sarà riproposto con nuovi bandi anche per altre istituzioni del territorio, dimostra concretamente come si possa creare lavoro valorizzando il patrimonio dei beni culturali». Nuove strategie ha in mente anche il professor Levra, il cui Museo, spiega lui stesso, è come tutti gli altri vittima dei tagli imposti dagli enti locali per far fronte alla crisi e per il futuro, passata leccezionalità del centocinquantesimo, deve trovare altre strade per far cassa. «Cercheremo di far fronte al fisiologico calo dei visitatori con gli introiti che derivano, ad esempio, dallaffitto del Museo, questanno richiestissimo dalle grandi aziende per i loro meeting - spiega il presidente - Ma anche dalle audio e videoguide per disabili, richieste nel 2011 più di 8mila volte». Cè anche un progetto che riguarda il bookshop, con il lancio di un «merchandising di qualità». «Vogliamo adattare il Risorgimento al mercato globale - conclude Levra - con prodotti al livello dei grandi musei internazionali, non paccottiglia. Cè ad esempio nelle nostre collezioni una piccola statua di Cavour in terracotta, che nellOttocento veniva usata come portacioccolatini. Un oggetto curioso di cui è allo studio la realizzazione di riproduzioni destinate al mercato dei souvenir».
TORINO - Dalla facoltà di Storia al museo un lavoro per dieci universitari
I dieci studenti di Storia assunti come co.co.pro al Museo del Risorgimento hanno accompagnato oltre 1.600 gruppi di visitatori durante il loro tirocinio. Gli studenti hanno imparato a comunicare le nozioni apprese nel corso dei loro studi e hanno imparato anche qualche rudimento di psicologia. Il Museo del Risorgimento si chiuderà lanno delle celebrazioni con la cifra record di 200mila visitatori. Per affrontare il fisiologico calo dei visitatori, il Museo sta pensando a diversi progetti, tra cui laffitto delle sale alle aziende per i loro meeting e la creazione di un merchandising di qualità.
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