I lavori iniziano dopo le feste di Natale e termineranno alla fine di marzo Saranno rifatti intonaci e illuminazione, prevista anche una protezione antigraffiti La loggia di Palazzo Pretorio, in piazza San Michele, sarà restaurata. I lavori di uno dei luoghi simbolo della città - tra gli esempi più significativi dell'architettura civile lucchese del XVI secolo - inizieranno dopo le feste per terminare a fine marzo, in tempo, quindi, per presentarsi tutto rinnovato all'avvio della nuova stagione turistica. L'aspetto attuale del famoso loggiato - sede di numerose manifestazioni e punto d'incontro universalmente conosciuto nel centro storico - non è dei migliori: intonaci che cadono a pezzi, muri e colonne in pietra annerite dallo sporco e piene di scritte, luci che penzolano qua e là. Intervenire, insomma, è ormai diventato inevitabile. I lavori, tra l'altro, forniranno l'occasione per restaurare e poi riportare a casa l'affresco di Paolo Guidotti, pittore lucchese vissuto tra la metà del 1500 e i primi del 1600, staccato da decenni dalla sua collocazione sul muro centrale. L'opera - in pessimo stato - si trova attualmente in uno studio di restauro a Pisa. Il Comune, oltre a curare tutta la parte progettuale in stretto rapporto con la Soprintendenza ai beni artistici, ha stanziato circa 40mila euro, mentre la Camera di commercio - che sotto la loggia organizza ogni settembre la tradizionale mostra dell'agricoltura - ne ha messi 22mila. A presentare il progetto il sindaco Mauro Favilla e Claudio Guerrieri, presidente della Camera di commercio, insieme agli assessori Bruni e Agnitti, oltre ai tecnici. L'intervento procederà in diverse fasi. La prima prevede l'esecuzione di saggi stratigrafici per verificare la presenza di eventuali coloriture sottostanti e lo stato di degrado degli intonaci. Quindi si passerà a rifare le parti mancanti, a riparare quelle lese e alla tinteggiatura. È prevista anche la posa di una protezione antigraffiti. Dopo gli intonaci, verrà messa mano alle colonne in pietra, che saranno ripulite, stuccate, consolidate laddove si rendesse necessario e infine protette. Stesso trattamento per le parti in bronzo e le antiche lanterne. Per quanto riguarda l'illuminazione, saranno tolti tutti i fili scoperti e i faretti per realizzare un impianto fisso a servizio delle numerose manifestazioni che si svolgono nel loggiato. Palazzo e loggia sono opera dei Civitali. Matteo progettò l'edificio nel 1494, ma la costruzione fu terminata dal figlio Nicolao. In epoche successive vennero apportate diverse modifiche, tra cui l'inserimento del grande orologio nella facciata, che tuttavia non hanno alterato le caratteristiche originali. Fin dall'inizio il palazzo fu sede del podestà, che aveva carica di giudice criminale e civile, e dal 1530 della Magistratura cittadina, detta Rota perché tre magistrati si alternavano nei giudizi. Qui furono processati gli ultimi condannati a morte del Ducato lucchese.