Viareggio: non ci sono richieste per l'ex caserma dei carabinieri con vista mare C.B. DA UN PO' di tempo i sindaci sono costretti a trasformarsi in agenti immobiliari e per rimettere in sesto i conti sono costretti a scovare nel proprio patrimonio qualsiasi cespite da vendere. Il sindaco di Pistoia Renzo Berti, ad esempio, ha venduto le azioni della Sat, la società che gestisce l'aeroporto Galilei, per 884.137 euro. Ad acquistare il pacchetto di 67.750 azioni la Fondazione Cassa di Risparmio di Pisa. I grandi immobili. La partita più difficile da far digerire al mercato è sempre rappresentata dai grandi immobili come il complesso dei Trovatelli a Pisa, la cui asta è andata deserta. Il grande immobile che si affaccia su Piazza dei Miracoli era stato messo in vendita dall'Azienda ospedaliera pisana a una base d'asta di 24 milioni di euro. Una cifra enorme per un complesso di straordinario prestigio, dato che nel pacchetto erano compresi, oltre all'ospedale dei Trovatelli, la fabbrica delle Balie, la Casa rifugio dei poveri, la Chiesa di San Giorgio dei Tedeschi, più i chiostri e gli orti interni. Sono naufragati anche i tentativi del Comune di Firenze di vendere il complesso del Teatro Comunale: nessuno sembra interessato a sborsare i 35,6 milioni richiesti per un complesso da trasformare radicalmente e da destinare a uso residenziale e commerciale. Ben altra taglia, ma stesso destino, per l'ex caserma dei carabinieri di Viareggio, situata in uno dei punti più appetibili di Viareggio. La Provincia ha chiesto 6,4 milioni di euro per due immobili che hanno una superficie di quasi 1.500 metri quadrati e un volume di poco inferiore ai 7mila metri cubi. Il tutto in piazza Mazzini, vista mare. Ma evidentemente non basta. Scuole, terreni, coloniche. Chi avesse a disposizione un discreto capitale avrebbe mille possibilità di fare shopping in Toscana a prezzi interessanti. Camaiore vorrebbe vendere l'ufficio postale di Valpromaro a 45mila euro e alcuni piccoli appezzamenti, ma ha rinunciato, guarda caso, a trovare un compratore per le ex discariche del Bernardone e del Campo Omega, oltre a quella di inerti in via di Pozzo. Montespertoli cerca un acquirente per la scuola di Montegufoni. Per non rischiare l'asta deserta, però, il Comune ha pensato bene di modificare la destinazione d'uso dell'edificio di 1.620 mq. A Forte dei Marmi infuria la polemica dopo il nuovo flop dell'asta che avrebbe dovuto collocare sul mercato sette lotti, tutti composti da terreni, alcuni dei quali edificabili, da cui sperava di ricavare 6 milioni di euro. Pure Massa Marittima voleva disfarsi di alcuni terreni, anche se, nel suo caso, il prezzo richiesto era molto più basso. Niente di fatto: per ora dalle alienazioni sono arrivati appena 31mila euro. Seravezza, poi, spera di ottenere 450mila euro dall'ex sede dei vigili urbani e poco meno di 250mila da due vecchie scuole elementari. Si vende di tutto. La necessità di far cassa mette le ali alla fantasia. Pistoia, ad esempio, ha messo all'asta i suoi sedici scuolabus che finora affidava in comodato alla ditta che gestiva il servizio di trasporto scolastico. La «flotta gialla» è stata valutata 162mila euro. Ogni Iveco A40 con quattro anni di vita è stato stimato 28mila euro, ogni Ducato giunto alla maggiore età 1.500. Prato aveva previsto alienazioni per 14 milioni, ma ha raccolto appena 1,9 milioni. Uno dei pochi pezzi a essere venduto è stato il lavatoio di Vergaio, un manufatto dichiarato d'interesse storico artistico dalla direzione regionale dei Beni culturali e paesaggistici, che è stato ceduto a trattativa privata a 20mila euro. Pietrasanta infine ha deciso di vendere i locali che ospitano la pasticceria Dazzi, un immobile non proprio strumentale.